Resa dei conti nel Pd, Rubino: “Responsabilità non solo di Raciti”

Nell’attacco al segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, ci sarebbe il tentativo di mettere in fuga l’anima più a sinistra di casa dem. Ne è convinto Antonio Rubino, responsabile organizzazione del partito democratico siciliano, secondo cui “la cultura della sinistra dentro il Pd è una delle due gambe del partito sin dalla sua nascita e va tutelata. Certo non può essere messa in discussione da Peppino Lupo”.

A sala d’Ercole si scaldano i motori, la nuova legislatura inizierà a giorni. Cosa resta della precedente esperienza?
“Sicuramente resta una situazione contabile ordinata, i conti della Regione non sono come li rappresenta l’assessore Armao. Resta una sanità migliore. Resta una programmazione europea in stato avanzato, con una serie di bandi già avviati, primo tra tutti il Psr all’Agricoltura. Resta una Sicilia che il Pd ha trovato sull’orlo del baratro e che ha rimesso in sella”.

Resta anche il dato elettorale, che ha visto il Pd sconfitto. A quando un momento per l’analisi del voto?
“Lo faremo. Siamo sempre stati disponibili a convocare la direzione regionale. Di mezzo ci sono stati una serie di eventi, come la direzione nazionale, la Leopolda, l’arrivo di Renzi in Sicilia. Tutti episodi che ci hanno obbligato a rinviarla. E la convocheremo senza alcuna paura, anche perché in quella sede faremo un’attenta analisi, anche delle responsabilità”.

A proposito di responsabilità, in un’intervista al Gazzettino di Sicilia, Giuseppe Lupo invitava Raciti ad assumersi le proprie.
“Il segretario regionale si assumerà le responsabilità, insieme a tutta la classe dirigente del Pd, Lupo compreso. Non dimentichiamo che la scorsa campagna elettorale si è giocata sulla scia del cosiddetto modello Palermo, del quale Lupo è stato big sponsor negli ultimi cinque anni”.

Da dove ripartire, insomma, per compattare il Pd?
“Dai valori dell’unità. C’è un malessere profondo nella base del Pd e questo mi fa dire che l’attacco a Raciti sottende altro”.

Cosa?
“Io temo che la spallata a Raciti sia una sorta di breccia di Porta Pia, che ha come obiettivo la volontà di cancellare la cultura politica di sinistra dentro il Pd. Naturalmente questo non me lo fanno pensare solo gli attacchi a Raciti, ma anche le azioni concrete che stanno avvenendo nei territori”.

Mentre il Pd discute al suo interno, però, all’esterno c’è una minaccia concreta, che si chiama Liberi e Uguali ed è guidata da Piero Grasso. Non pensa ci sia il rischio che molti tra i vostri possano considerarla una proposta attrattiva?
“È chiaro che la sirena di una proposta politica guidata da Grasso rischia di catturare pezzi di elettorato del Pd. Io mi auguro che a questo rischio si risponda con la serenità dell’unità. La cultura della sinistra dentro il Pd è una delle due gambe del partito sin dalla sua nascita ed è indispensabile . Anche perché il nostro campo è e resta il Pd e non può essere messo in discussione nemmeno da Peppino Lupo”.

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