Ernesto Tomasini: “Quando Palermo è nata in me”

Ernesto Tomasini è all’apice della carriera, anche se il meglio può ancora arrivare. Partito un quarto di secolo fa per Londra, come fanno adesso migliaia di palermitani, ha trovato arte e successo. E non solo a Londra, ma in tutto il mondo: performer, cantante, teatro con Lindsay Kemp, sulla scena insieme a tanti altri registi del “Teatro off” e con i grandi musical del West End londinese. Oggi Ernesto è anche docente presso la Royal Academy.
Il suo disco del 2016, Devotional Songs con Shackleton, è stato nelle classifiche della stampa specializzata: tra i migliori dischi dell’anno per The Wire, The Quietus, il primo per Sentire e Ascoltare.
Sempre più spesso in città per motivi familiari, vuole fare qualcosa per Palermo e da Palermo. Con la sua città d’origine, Ernesto ha un rapporto molto particolare.
“Da bambino non sono cresciuto a Palermo perché non la vedevo, avevo un rapporto “autistico” con Palermo. Ero disegnatore, disegnavo un altro mondo intorno a me e in quello mi muovevo. Con i miei disegni trasformavo i luoghi e Palermo intorno a me non c’era. Andai negli USA molto giovane e al mio ritorno, ancora teenager, l’ho subita. La detestavo. Non c’era un pubblico per il mio tipo di show, dovevo fare il Cabaret che andava in voga, ma solo per esibirmi.”
Però sei nato a Palermo. E dagli spettacoli che hai realizzato qui, da qualche anno a questa parte, dai l’impressione di amarla molto.
“Pur essendo un palermitano doc, in realtà per molto tempo non ho avuto un bel rapporto con la città. Non sono nato io a Palermo, è Palermo che nata dentro di me da qualche anno, grosso modo dal 2013-2014, quando Palermo si è accorta di me. Nel 2013 mi hanno dato un premio, il  “Sicilian in the world”, con Emma Dante e Marco Glaviano” [Leggi tutto]

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