A scuola di formazione politica dai Cinque Stelle

Angela Foti

“Cinque anni fa io ero il deputato col bambino, che girava per i corridoi dell’Assemblea con il passeggino. Oggi mio figlio ha cinque anni, il grande ne ha 10, ho ancora un marito e spero di restarci insieme per i prossimi cinque anni”. È una Angela Foti più matura e più consapevole, quella che ieri, nel primo giorno di scuola all’Assemblea, ha varcato il cancello del Palazzo dorato della Politica Siciliana. La capogruppo uscente del Movimento Cinque Stelle all’Ars torna tra i corridoi di Palazzo dei Normanni insieme ai 19 colleghi eletti alle regionali del 5 novembre. Un risultato, quello delle urne, che ha lasciato l’amaro in bocca a molti, ma che comunque ha riportato i grillini in salsa sicula all’Ars, più forti di prima. Se nella scorsa legislatura, infatti, la presenza pentastellata è pesata attraverso 15 deputati su 90, oggi i grillini a Sala d’Ercole sono 20. Su 70 scranni complessivi.

“È paradossale – ammette Foti -, pur non avendo vinto, non abbiamo perso. Siamo già in fase di addestramento sui nuovi che in questi giorni stanno sedendo con noi, anche per non trovarsi totalmente spaesati come noi cinque anni fa. D’altronde questi giorni servono anche a questo. Stiamo mettendo insieme e riordinando i lavori che avevamo lasciato e stiamo cercando di dare nuovo slancio, consapevoli anche del fatto che avremo a che fare con un governo che farà la sua parte, ma in maniera collaborativa come abbiamo sempre detto. Dove ci sarà da fare il bene dei siciliani non mancherà il nostro apporto, ma non faremo sconti a nessuno. Per il momento sappiamo che sono rinchiusi ciascuno nel proprio assessorato. Tutti tranne Sgarbi. Sappiamo che stanno studiando la situazione, ma non sappiamo nulla, non sappiamo come sarà formulato l’esercizio provvisorio”.

Insomma, mentre la maggioranza cerca di far quadrare conti e alchimie politiche, ecco che i Cinque Stelle si occupano della formazione delle nuove leve. In un momento di grande crisi dei partiti, mentre in molti lamentano l’assenza di percorsi formativi all’interno delle organizzazioni politiche, il Movimento Cinque Stelle si rivela ancora una volta più partito dei partiti. “Quando sono arrivata qui non sapevo nemmeno dove si trovasse il bagno. E non c’era nessuno di noi che lo sapesse! È chiaro che ai ragazzi stiamo cominciando a introdurre il regolamento dell’Aula, i regolamenti delle Commissioni, dove attingere le informazioni con gli uffici dell’Ars, che ci sono sempre stati di supporto e voce veritiera di quello che poi veniva detto in Aula”.

“E poi stiamo cominciando a pianificare anche il lavoro sul territorio. C’è il dramma di questo assessorato al Territorio e Ambiente che in questi ultimi mesi ha sfornato autorizzazioni elettorali a iosa, anche su argomenti pesanti e impegnativi. E ancora, le ultimissime delibere di giunta, che chiaramente non abbiamo seguito, perché Crocetta ha fatto delibere di giunta fino a dopo le elezioni. Insomma, stiamo ripartendo”.

E le nuove leve? “Sono carichi, com’è giusto che sia. Noi siamo un po’ più disincantati ma non appiattiti dal secondo mandato. Certo, da una parte la consapevolezza fa perdere lo spirito avventuriero del primo mandato, si è più esperti, più preparati, si cerca di disperdere meno le energie andando a sbattere la testa in cose che non portano da nessuna parte e lo stesso cerchiamo di evitare ai nuovi”.

Però Foti ammette anche che nella scorsa legislatura “non abbiamo trovato un palazzo ostile, da parte dei dipendenti dell’Ars c’è sempre stata la massima cortesia, forse la politica era un po’ ostile. Ma io non credo che si possano paragonare le due esperienze, quella è una cosa che non si potrà più ripetere, un esperimento sociale, una sorta di reality della politica: prendi 15 perfetti sconosciuti, chiudili in un Parlamento insieme ai mostri dissacrabili della politica siciliana e mettili a legiferare. Totalmente irripetibile quella cosa. È successa. Oggi è un’altra storia”.

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