“Il mio partito è Messina”

Cosa farà Giovanni Ardizzone da grande? Nel giorno dell’insediamento dei nuovi deputati, il presidente uscente dell’Assemblea regionale convoca i giornalisti per presentare, numeri alla mano, il bilancio della Fondazione Federico II, “un’istituzione – dice – che oggi viene rispettata perché produce cultura, sa fare cultura, è entrata nei circuiti internazionali. Insomma, siamo passati dal sospetto nei confronti della Fondazione al rispetto nei confronti della Fondazione”.

Sì, ma adesso, cosa farà Giovanni Ardizzone? Lui non ha dubbi: “L’avvocato – ammette -. Io sono avvocato cassazionista e chiaramente sto contribuendo a scrivere un programma per la mia città insieme a tanti amici liberi e forti. Indipendentemente dal mio ruolo. Io sono già appagato dall’aver fatto il presidente dell’Ars, di averlo fatto con grande senso delle Istituzioni e di averlo fatto guardando dritto negli occhi tutti i siciliani”.

Una candidatura alla prima poltrona di Messina? “Guardi, questo non è una priorità. Messina è una città molto complessa, tutto quello che sta emergendo probabilmente è poco, adesso tutti sapevano ma nessuno parlava. C’è bisogno che la mia città recuperi un senso civico e soprattutto c’è bisogno che la politica faccia uscire dallo stato di bisogno i cittadini con serietà, perché fin quando c’è lo stato di bisogno c’è un voto fortemente condizionato”.

A proposito di eredità, chiunque sarà il successore di Accorinti, erediterà un’amministrazione da rimettere in piedi. “Non amo fare riferimento a quelli che c’erano prima o a quelli che ci saranno dopo. Anche a chi mi chiedeva un parere sul futuro presidente, io da presidente dell’Ars non esprimo giudizi perché ho grande rispetto delle Istituzioni. Posso dire che in questo momento Accorinti rappresenta il male minore rispetto a tutto quello che è uscito fuori, a tutto quello che sta ancora emergendo. Uno stato di degrado sociale e civile”.

Da dove ripartire, dunque? “Serve senso delle Istituzioni, che tutti devono avere. A Messina c’è una situazione tragica sul piano morale e noi abbiamo avuto persone che erano a sinistra e si sono collocate a destra, persone che sono collocate a sinistra e non hanno nulla di sinistra, tant’è che a me viene solo da dire, con fermezza, che il mio partito è Messina. Bisogna superare certi schemi, perché alcuni schemi sono serviti solo come traghetti per fare carriera”.

Dopo la debacle alle regionali i Centristi si riuniranno per fare il punto, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali? Ardizzone taglia corto: “Non mi sono occupato e non intendo occuparmi di questi fatti”.

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