Il futuro della Sicilia sull’asse Palermo-Roma

La zona economica speciale è uno dei temi centrali trattati da Armao nella capitale. Le criticità dei bilanci Eas, Irfis e Ircac.

Un disastro. La situazione ereditata dalla nuova giunta, come dichiarato dall’assessore all’Energia, Vincenzo Figuccia, appena qualche giorno fa al Gazzettino di Sicilia, è “solo macerie”. E così il governo regionale si sposta a Roma per cominciare a mettere ordine nel caos. Ieri il primo inquilino di palazzo d’Orleans, Nello Musumeci, è volato a Roma con l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, per incontrare il ministro Graziano Delrio e fare il punto sui primi interventi urgenti da attuare.

Ma nella capitale si trova anche l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, che ieri ha partecipato alla conferenza Stato-Regioni sulle Zes (le zone economiche speciali, ndr) e incontrato il ragioniere generale dello Stato per rimettere mano al bilancio consolidato della Regione, che avrebbe dovuto essere approvato lo scorso settembre. “Il presidente Musumeci lo aveva detto – racconta Armao al Gazzettino di Sicilia – ma ho avuto modo di verificare personalmente la grande disponibilità del governo nazionale nei nostri confronti”.

“Adesso bisognerà fare attente valutazioni su cosa tagliare e cosa invece mantenere per poter arrivare al bilancio consolidato”.

Anche oggi Armao proseguirà gli incontri all’ombra dei sette colli per affrontare il tema delle camere di commercio e incontrare l’amministratore delegato dell’Agenzia delle Entrate per fare chiarezza sulla partecipata un tempo guidata da Antonio Fiumefreddo. “Abbiamo tutti i dossier aperti, abbiamo Riscossione senza governance, con 130 milioni che si è trattenuta da Monte dei Paschi. Però i siciliani ci hanno chiamati a governare, non a raccontare i disastri ereditati”, taglia corto.

Sul fronte della conferenza Stato-Regioni, Armao anticipa che “si è lavorato per ottenere spazio per l’istituzione della Zes”, mentre sul bilancio consolidato non si sbilancia: “Lo stiamo costruendo – dice, aggiungendo che – il bilancio consolidato di una Regione complessa come la Sicilia non comprende solo bilancio, ci sono  più di 120 tra Enti e gestioni separate. Ci sono bilanci non approvati dal 2011 o dal 2012. Per cui intanto bisogna allineare, portare tutti gli Enti allo stesso livello e poi lavorare al bilancio consolidato. Il 7 marzo 2012, da assessore regionale all’Economia, emanavo una circolare che parlava proprio di adeguamento del sistema contabile e di bilancio consolidato. Quella circolare, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, fu inviata a tutte le strutture amministrative, spiegando come prepararsi a questo evento che si sarebbe verificato dopo 5 anni. Non mi aspetto di arrivare cinque anni dopo e doverci lavorare io”.

Tra gli enti coi bilanci più in arretrato, l’Eas, l’Irfis, l’Ircac. In quest’ultima si verificò il caso di un giudice contabile nel collegio dei revisori che si dimise in maniera molto critica. “Su questa vicenda – ammette Armao – stiamo avviando una ispezione”.

L’aspetto forse più paradossale dell’intera situazione sembra legato al fatto che spesso “sono gli Enti commissariati dalla stessa Regione che non hanno approvato i bilanci”.

“Però adesso dobbiamo dare risposte – conclude Armao -, i siciliani hanno bocciato la precedente amministrazione. Ora vogliono soluzioni, non altre chiacchiere”.

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