Attenti al Lupo

“Il Palazzo in questi anni ha aumentato il numero dei visitatori, abbiamo anche realizzato queste due serate molto partecipate, le Notti Reali, con oltre 20mila visitatori. Penso che sia stato anche un segnale importante, di apertura, per testimoniare l’apertura delle Istituzioni nei confronti dei cittadini. Questo Palazzo è anche la casa di tutti i siciliani”. Anche Giuseppe Lupo, come Giovanni Ardizzone, nel giorno del debutto dei deputati tra i corridoi di Palazzo dei Normanni, traccia un bilancio di quanto fatto nella scorsa legislatura dalla Fondazione Federico II.
Ma il palazzo appare in fondo quasi una metafora della scorsa legislatura. Esiste il rischio che adesso la politica torni a chiudersi in se stessa? “Come Pd – sottolinea Lupo – faremo di tutto affinché l’azione politica portata avanti dal Pd all’interno dell’Assemblea regionale siciliana possa garantire il massimo della trasparenza e della partecipazione da parte dei cittadini. La democrazia non si esercita soltanto una volta ogni cinque anni quando si va a votare, ma la vera democrazia è quella partecipata ed è compito dei gruppi parlamentari, dei partiti, favorire un rapporto costante con gli elettori. Penso che questo sarà anche l’impegno del gruppo Pd all’Ars”.
Al Pd adesso tocca però guardarsi allo specchio, in direzione regionale. “Serve una analisi attenta delle ragioni della sconfitta elettorale, per rilanciare le azioni del partito in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Anche per realizzare il massimo impegno all’interno dell’Assemblea, andando incontro alle esigenze della Sicilia. Mi auguro che questa possa essere una legislatura di rilancio, di crescita economica, di investimenti produttivi, perché la scorsa legislatura ne ha creato tutte le premesse. È stata una legislatura fondamentalmente di risanamento, adesso bisogna avviare una fase 2, che è quella dello sviluppo”.
Giuseppe Lupo è stato segretario regionale in casa dem per lungo tempo, se si fosse trovato nei panni di Raciti, ne avrebbe tratto le conseguenze dopo la sconfitta elettorale? “Io credo che in questo momento sia utile parlarsi, confrontarsi e farlo tutti insieme all’interno del partito. Fare un’analisi attenta delle ragioni della sconfitta e solo dopo trarne le conseguenze. Io non ho chiesto le dimissioni del segretario regionale, ma credo che sia altrettanto sbagliato far finta che nulla sia accaduto o che tutto sia andato bene. Non è così, non è vero, le elezioni le abbiamo perse ed è giusto che si faccia un’analisi attenta delle ragioni della sconfitta. Il mandato congressuale di Raciti è sostanzialmente concluso, i quattro anni sono quasi terminati, lo statuto regionale prevede che quanto prima si debbano avviare le procedure per la convocazione del nuovo congresso”.

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