Zes Sicilia, appuntamento mancato. Costa (Siciliani Liberi): “Tutta l’isola Zona economica speciale”

La Sicilia non si è presentata a Hong Kong per la presentazione delle ZesZone economiche speciali – a novembre insieme alle altre regioni per l’illustrazione del Decreto Mezzogiorno, importante per le relazioni commerciali tra Cina e regioni del Sud Italia, perché non ci sono ancora i progetti.

Le Zes italiane, però, risultano essere un progetto al ribasso se rapportati alla Sicilia per il professor Massimo Costa, presidente del movimento Siciliani Liberi: “Le Zes predisposte dal governo nazionale – dice Costa – sono delle zone molto limitate come, appunto, quelle relative alle aree portuali. Hanno un impatto di modeste dimensioni sull’economia. La Sicilia, per le sue condizioni di regione insulare per un articolo preciso del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea – spiega Costa – ha diritto ad essere costituita essa stessa, naturalmente prevedendo norme specifiche, in Zona economica speciale in quanto regione”.

Una condizione che, secondo l’esponente del movimento indipendentista, potrebbe cambiare le sorti dell’economia siciliana, qualora venissero attuate le misure per una Zes regionale, appunto: “Non si tratta di qualche capannone nel porto di Palermo o di Catania – spiega Costa -, bensì di tutta la regione, una zona doganale ed economica speciale in quanto zona transfrontaliera ed insulare dell’Unione Europea. Questo è lo shock economico che serve alla Sicilia. Zone economiche speciali come possono essere utilmente previste per il Mezzogiorno d’Italia, per la Sicilia, viste le condizioni comatose dell’economia dell’isola, risulta essere soltanto un palliativo, una cosa che non serve quasi a nulla. Utili, per carità, ma poco”.

Per Costa: “La Sicilia, come le Canarie, le Azzorre o la Corsica, deve avere uno Statuto speciale in senso economico. Tra l’altro – sottolinea – basterebbe aggiungere qualcosa allo Statuto già esistente sul piano doganale e fiscale, per il 90% c’è scritto già tutto. Si tratta di attivare queste norme, che la Corte costituzionale attualmente inibisce, ma che – conclude Costa – con la proclamazione in Zes della Sicilia, si sbloccherebbero”.