La realtà virtuale come arma contro l’Alzheimer

Dai filmati ai videogames, la realtà virtuale potrebbe essere impiegata presto per migliorare la qualità della vita alle persone che soffrono di demenze celebrali, come ad esempio l’Alzheimer.

Gli sviluppatori di tutto il mondo stanno lavorando su dei filmati 3D in grado di far rivivere eventi del passato. In sviluppo, anche, videogiochi interattivi rivolti a coloro che soffrono di patologie neurodegenerative.

Giuseppe Riva, professore di Psicologia generale alla Cattolica di Milano, ha spiegato: “L’obiettivo è quello di individuare segnali di una riduzione di alcune abilità cognitive, come quelle legate alle funzioni esecutive”.

Secondo uno studio, attraverso i giochi, è possibile misurare le attività cognitive e motorie dei pazienti in un lasso di tempo specifico. “Lo scopo – aggiunge Riva – è quello di anticipare la diagnosi, intercettando il paziente nella fase che precede la demenza, la cosiddetta Mild Cognitive Impairment. Ma oltre alla diagnosi, questi sistemi virtuali forniscono strumenti per stimolare la sfera cognitiva”.

Per avere delle risposte certe occorre aspettare del tempo, ma la continua crescita del mercato VR dovrebbe far ben sperare.