Più avanti c’è posto

Senza bilancio consolidato non si può procedere alle nomine di sottogoverno. E tutto dovrà essere fatto entro il 18 febbraio. Circolano i primi nomi: Gelardi, Cannata e Taormina in rampa di lancio. Caso Monterosso: Miccichè ha un piano B…

Il valzer dei posti di sottogoverno, in realtà, nelle segrete stanze era iniziato già da giorni. Ma ha dovuto subire un considerevole stop in virtù del fatto che senza bilancio consolidato, non è possibile procedere alle nomine di sottogoverno. Quantomeno non a quelle esterne.
Insomma, dopo settimane di braccio di ferro tra il governatore Nello Musumeci, che rivendica la propria autonomia rispetto ai partiti, e le forze politiche della coalizione, che presentano il conto a palazzo d’Orleans, sembra proprio che la giunta regionale dovrà attendere l’approvazione del bilancio consolidato 2017 prima di procedere alle nomine di sottogoverno. Una norma, quella finanziaria che, ca va sans dire, dovrà essere approvata dall’Assemblea regionale. La cui prima seduta è convocata per il prossimo 15 dicembre. Insomma, tempi tecnici alla mano, le caselle degli uffici di gabinetto e delle segreterie tecniche e particolari degli assessorati verosimilmente verranno occupate soltanto con l’arrivo del nuovo anno.
Allora, però, bisognerà fare in fretta, perché la normativa in materia di spoil system prevede che non sia infinito il tempo in cui Musumeci potrà rimuovere dagli assessorati le nomine fiduciarie fatte da Crocetta, per mettere invece dentro i suoi. Tra i nomi più quotati, interni all’amministrazione, che sono girati negli ultimi giorni, quello di Sergio Gelardi, che potrebbe essere chiamato a guidare l’ufficio di gabinetto di Vittorio Sgarbi ai Beni Culturali. Anche quello di Benedetta Cannata è tra i nomi più ventilati nelle ultime ore. Potrebbe essere chiamata a coadiuvare il lavoro di Gaetano Armao all’Economia. E poi Salvo Taormina, che con la nuova amministrazione potrebbe tornare in auge negli uffici di diretta collaborazione degli assessori.
Intanto una nuova grana attanaglia invece gli uffici di Palazzo dei Normanni, impegnati nel cercare di capire se i rilievi della corte dei Conti sulla zarina Patrizia Monterosso siano compatibili o meno con la direzione della Fondazione Federico II. Ma Micciché avrebbe già pensato a un piano b. E in molti sarebbero pronti a scommettere che il fedelissimo Antonio Purpura potrebbe avere la meglio sulla superburocrate.
Ma quello dello spoil system, si diceva, non è un meccanismo infinito. Novanta giorni in tutto, a partire dalla data della proclamazione, avvenuta lo scorso 18 novembre. Tre mesi, che scadono insomma il prossimo 18 febbraio. Entro allora il governo dovrà avere la sua rosa di nomi di sottogoverno. Oppure tenere dentro gli uomini del vecchio cerchio magico.

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