Emergenza rifiuti, la Regione: “Esportarli fuori dalla Sicilia”

Rimane poco tempo alla Regione per risolvere l’emergenza rifiuti. Dal ministero dell’Ambiente arriva una deroga di soli tre mesi, scadenza 28 febbraio, del regime di emergenza, poi si dovrà attuare una soluzione definitiva per l’Isola.

Con le discariche al collasso e gli impianti di trattamento rifiuti da ravviare o potenziare, due le strade percorribili a breve termine: l’esportazione dei rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata.

Sull’esportazione dei rifiuti fuori dal territorio regionale, c’è il problema dei costi che potrebbero gravare sulle tasche dei contribuenti. Ogni Ato (Ambito territoriale ottimale) deve essere autosufficiente. Esportare i rifiuti ha un costo gravoso sia di imballaggio sia di trasporto. In Sicilia sono 27 Ato e 18 Srr (Società regolamentazione dei rifiuti) che, secondo quanto stabilito dal governo, hanno potere decisionale sull’argomento. E poi bisognerebbe fare una gara per assegnare il servizio. Un processo che rischia di essere lungo: in molte regioni italiane esiste un solo Ato, motivo per cui il problema è stato risolto con celerità. Spetta quindi alla Regione trovare un accordo con tutti gli Ato e le Srr siciliane per risolvere l’emergenza rifiuti velocemente.

L’assessore regionale con delega all’Energia Vincenzo Figuccia promette che il problema dell’esportazione dei rifiuti verrà risolto senza un aumento dei costi. Intanto la speranza è che venga rafforzata in ogni comune la raccolta differenziata, unico modo per portare meno rifiuti in discarica e far fronte all’emergenza.