Il cuore dance di Mister T: la sua musica gira in Europa

Fare musica a stretto contatto con il pubblico, cantando e suonando in mezzo alle persone: Michele Torretta, in arte Mister T, ha fatto di questo la sua caratteristica principale. Ed è un successo che valica i confini della Sicilia.

Vincitore ogni anno dal 2015 del Wedding Award di matrimonio.com come migliore fornitore di intrattenimento musicale della provincia di Ragusa, presenza fissa nel cast di Telesiculissimi, in onda su Video Regione, Michele Torretta viaggia spesso anche oltre i confini italici: il prossimo 19 dicembre sarà a Zurigo per suonare al raduno delle Bentley, il 25 si sposterà in Francia per un evento privato. Un successo costruito mattone dopo mattone (anzi, canzone dopo canzone) con le sue mani, per un artista che ha cominciato cantando nei piano bar dei villaggi turistici ed è arrivato a suonare in tutta Italia e in Europa con il Mister T Live Show.

“La passione per la musica c’è sempre stata – racconta Mister T – ed è poi esplosa nel 1986 quando Eros Ramazzotti vinse Sanremo con Adesso tu. Una storia che sentivo molto mia, perché anch’io sono nato ai bordi di periferia, nel quartiere Arenella di Palermo, con tutte le difficoltà che questo comporta. Quella canzone mi ha fatto pensare che sarei riuscito a vivere grazie alla musica”. E forse è per questo che, anni dopo, ha formato anche l’unica cover band siciliana di Eros Ramazzotti, Erosud.

“Sono partito per Milano ed ho studiato al CPM (Centro Professionale Musica) diretto da Francesco Mussida, fondatore della PFM. Ho quindi fatto le selezioni per Castrocaro con una canzone arrangiata dal maestro Umberto Iervolino”.

Poi arrivarono i villaggi turistici. “Sono stati una scuola di vita – spiega Torretta – perché mi hanno formato dal punto di vista musicale ma anche del mero intrattenimento. Sapere capire in pochi minuti quali sono i gusti del pubblico e avere un repertorio così vasto da poter accontentare tutti, mi ha permesso di essere sempre apprezzato da chiunque. Lì sono entrato come Michelino e sono uscito come Mister T, soprannome nato in un villaggio in Africa perché nessuno riusciva bene a pronunciare il mio cognome”.

Ma c’è un genere che, naturalmente, predilige, e che lo ha consacrato al successo anche fuori confine. “La musica dance anni ’70 e ’80 – risponde senza neanche pensare – perché è quella che accomuna tutti e fa ballare indistintamente inglesi, francesi, italiani, tedeschi… Non c’è niente di più bello di far divertire il pubblico con la mia musica, ti restituisce una carica di adrenalina che ti porta a superare ogni fatica. E poi ci sono momenti bellissimi, che porto sempre nel cuore, come quando mi è capitato di vedere persone disabili in carrozzina iniziare a scatenarsi in pista. Un’emozione indescrivibile”.