Maria Concetta Riina difende il marito su Facebook: “Vittima”. Ecco chi è Ciavarello

La vicenda per la quale Antonino Ciavarello, genero di Totò Riina, è stato arrestato in Puglia riguarda una truffa consumata a Termini Imerese nel 2009. A spiegarla, fornendo una propria versione dei fatti, è la moglie di Ciavarello, proprio Maria Concetta Riina, che ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui racconta la la storia, asserendo che sia il marito a essere stato vittima di un raggiro: “Visto che stanno già facendo varie ipotesi e contestazioni varie vi spiego cosa è successo – scrive primogenita del boss corleonese – Nel 2008/2009 migliaia di italiani sono stati coinvolti in una serie di truffe di falsi bonifici e riciclaggio degli stessi, mio marito è stato uno dei coinvolti, vittima dei truffatori che lo hanno usato per i loro sporchi affari”, continua il post.” Grazie ad un grande avvocato che non è andato a processo a difenderlo si è ritrovato con una condanna a sei mesi, giusto però è che sappiate la verità e ve ne mostrerò uno stralcio, i soldi ricevuti tramite bonifico non li ha tenuti per sé, inconsapevolmente è stato vittima dei truffatori, la prova che vi mostro sotto fa parte di un indagine dei ROS dei Carabinieri, dove si evince che mio marito i soldi ricevuti tramite bonifico li ha rigirati tramite western union come indicati dal truffatore. In mezzo a circa 6000 italiani – chiosa Maria Concetta Riina – l’unico condannato è mio marito”.

Ma chi è Civarello? Qualcosa la si può capire dando uno sguardo al suo profilo Facebook: “Sono un martire perseguitato dalla Procura di Palermo, ogni aiuto è ben gradito”. Questa la frase che Antonino Ciavarello ha pubblicato. Ma non è l’unica. Nell’immagine di copertina del suo profilo campeggia un aforisma attribuito nientepopodimeno che al Dalai Lama. Sempre sui social, qualche mese fa, a luglio, Ciavarello si rese protagonista di un duro attacco a Salvo Palazzolo, giornalista de La Repubblica Palermo. A commento di un link di un articolo del cronista aveva scritto: “Palazzolo aspetta e spera, tu e tutta la procura di Palermo che ti foraggia gli scoop prima che le cose accadono… E poi… IO non lancio tesi, io a differenza tua parlo per cose di cui sono certo e non come scrivi tu di ciò che i registi ti imboccano”.