Equo compenso approvato in via definitiva, nasce l’alleanza “Professionisti per l’Italia”

La Camera ha approvato ieri in via definitiva la conversione del decreto legge fiscale n. 148/2017, senza modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato. Il provvedimento contiene, tra le varie disposizioni, la norma che estende a tutti i professionisti, anche a quelli non appartenenti ad un ordine o collegio professionale, il riconoscimento ad una remunerazione equa, “proporzionata” al lavoro svolto. Finora interpretato a torto come prerogativa esclusiva del lavoro subordinato, il principio dell’equo compenso è ora applicato per legge senza ingiuste eccezioni anche a tutti i lavoratori autonomi, come previsto dall’art. 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Colmata così la lacuna normativa causa della recentissima sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 3 ottobre, che aveva sancito la legittimità dell’affidamento degli incarichi gratuiti a professionisti da parte della pubblica amministrazione.

In concomitanza con il voto di approvazione alla Camera, si è tenuta a Roma, al Teatro Brancaccio, la manifestazione nazionale “L’equo compenso è un diritto” organizzata dal CUP, Comitato unitario permanente degli ordini e collegi delle professioni e dalla RTP, Rete delle professioni tecniche, che hanno annunciato la costituzione di “Professionisti per l’Italia“, un alleanza interprofessionale permanente tra i due organismi, che vigilerà sulla concreta attuazione della legge.

“L’equo compenso”, ha dichiarato Marina Calderone, Presidente del Comitato unitario delle professioni e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro “è il riconoscimento del valore sociale ed economico della prestazione professionale: la nostra è una battaglia di legalità e di rivendicazione del diritto costituzionale che prevede il lavoro per tutti e il diritto a un’esistenza dignitosa”.

L’Antitrust aveva segnalato ai presidenti delle due Camere e al premier il suo parere contrario all’equo compenso, ma Cup e Rpt hanno ribadito che la norma approvata dal Parlamento non prevede tariffe minime obbligatorie come afferma il Garante ma, molto più semplicemente, una presunzione giuridica, per cui i compensi inferiori a quelli fissati dai parametri ministeriali sono iniqui. I parametri ministeriali sono fonti statali e non atti delle professioni regolamentate, per cui è escluso che possano essere qualificati come intese restrittive della concorrenza.

“L’equo compenso è un punto di partenza”, ha aggiunto Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni tecniche e Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Ingegneri. “Le professioni devono ripartire e credere ancora di più in loro stesse, vogliono vedere valorizzate le proprie competenze e diritti. Dopo questo successo, da oggi riparte la voglia delle professioni di stare insieme e di essere punto di riferimento per la politica”.

L’Alleanza dichiara, nel suo manifesto, lo scopo di valorizzare un asset strategico quali sono le professioni in termini di cultura, competenze, garanzie di legalità e tutela dei diritti dei cittadini. “Insieme per il futuro del nostro Paese” è il motto che ne ispirerà l’azione al fine di rappresentare unitariamente esigenze, sensibilità e aspettative della platea degli iscritti. Con il chiaro impegno a tutelare il futuro dei giovani professionisti italiani, ai quali va garantita innanzitutto una prospettiva di vita. Inoltre, con la loro funzione sussidiaria le professioni intendono abbracciare la sfida su cui costruire un necessario percorso di semplificazione ed efficienza dell’attività della Pubblica Amministrazione. Il manifesto “Professionisti per l’Italia”, infine, esprime l’intenzione di potenziare l’apporto dei professionisti anche nella proposizione di misure legislative che possano favorire la ripresa dell’economia, l’ammodernamento delle infrastrutture, il miglioramento della qualità della vita nelle città, gli investimenti in economia reale. La prestazione intellettuale di qualità riveste un ruolo di rilevante interesse pubblico perchè genera plusvalore economico e sociale.

Equo compenso è un diritto

Alla manifestazione “L’equo compenso è un diritto” hanno partecipato diversi rappresentanti di categoria: Albino Farina per i Notai, Giampaolo Crenca per gli Attuari, Maurizio Savoncelli per i Geometri, Giuseppe Cappochin per gli Architetti, Gianmario Gazzi per gli Assistenti Sociali, Giampiero Giovannetti per i Periti Industriali, Mario Braga per i Periti Agrari, Daniela Maurizi per i Chimici, Giancarlo Criscuoli per i Tecnologi Alimentari, Francesco Peduto per i Geologi, Rosanna Zari per i Dottori Agronomi e Forestali, Giorgio Berloffa per il CNA professioni e Carlo Verna per i Giornalisti. Hanno sostenuto le ragioni degli ordini anche diversi presidenti delle Casse di Previdenza: Walter Anedda (Dottori Commercialisti), Stefano Poeta (Dottori Agronomi e Forestali, Attuari, Geologi e Chimici), Tiziana Stallone (Biologi), Alessandro Visparelli (Consulenti del Lavoro), Marina Macelloni (Giornalisti) e Giuseppe Santoro (Ingegneri e Architetti).

Ad intervenire sul palco del Brancaccio per unirsi alla voce di CUP e RPT, fra gli altri, ci sono stati anche: Francesco Boccia, Presidente Commissione Bilancio Camera dei Deputati; Maurizio Buccarella (M5S); Davide Crippa (M5S), Cesare Damiano, Presidente Commissione Lavoro Camera; Luigi Di Maio, Vicepresidente della Camera dei deputati, Massimiliano Fedriga (Lega Nord); Stefano Fassina (Sinistra Italiana); Vincenzo Garofalo (Ap); Maurizio Gasparri (Forza Italia); Chiara Gribaudo (Partito Democratico); Luca Jahier, Presidente Gruppo III del CESE; Angelo Lalli, docente diritto amministrativo presso Università La Sapienza; Antonio Longo, Movimento difesa del cittadino; Andrea Mandelli (Forza Italia); Paola Nugnes (M5S); Stefano Parisi, Portavoce Energie per l’Italia; Serena Pellegrino (Sinistra Italiana), Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro Senato.

Dario Fidora

Direttore editoriale