Crisi idrica in Sicilia, il caso finisce su Rai 1 – VIDEO

Sabato 2 dicembre, in seconda serata su Rai 1, la trasmissione Petrolio accende le proprie telecamere in Sicilia per affrontare un’emergenza con la quale oltre 5 milioni di persone si devono confrontare quasi quotidianamente: l’acqua.
L’Isola ha un patrimonio idrico di 7 miliardi di metri cubi, ma spesso accade che dai rubinetti di molte città non esca nulla, o che l’acqua non sia utilizzabile per uso alimentare. In Sicilia l’acqua rappresenta una partita milionaria, un affare che vale quasi 700 milioni di euro all’anno, cifra alla quale vanno ad aggiungersi ingenti investimenti pubblici.
Una storia che, come racconta al programma di Duilio Giammaria Vito Ferrantelli, sindaco di Burgio, Comune della provincia di Agrigento, ci porta indietro nel tempo, al 2004, quando la Regione cedette le dighe, i potabilizzatori, alla società Siciliacque, “il cui maggiore azionista è una multinazionale francese, Veolià, che vende per fare profitto l’acqua ai gestori privati, i quali la vendono ai cittadini e questo significa che in Sicilia l’acqua è stata privatizzata non una ma due volte”.
Se le tariffe dell’acqua a carico delle famiglie agrigentine sono tra le più care d’Italia, il servizio offerto non sembra proprio soddisfare l’utenza. I problemi? Il razionamento, la qualità, l’infrastruttura spesso obsoleta, i serbatoi, la dispersione.
Petrolio intervista inoltre i vertici di Girgenti acque, società che gestisce il servizio idrico in 27 Comuni della provincia e il sindaco di Agrigento Lillo Firetto.