Assemblea regionale dei quadri Cisl: a Palermo Annamaria Furlan – IL VIDEO

Il segretario nazionale della Cisl, Annamaria Furlan, a Palermo per chiudere l’assemblea dei quadri della Cisl Sicilia. Diversi gli argomenti trattati, questa mattina, presso il Mondello Palace Hotel di viale Principe di Scalea. Rifiuti, precari, enti di area vasta e spesa regionale. “Cinque punti cinque per dar corpo alla svolta che la Sicilia attende”. Sul fronte nazionale, l’appello al parlamento “affinché dia definitivo corso al pacchetto previdenza, frutto di oltre un anno e mezzo di confronto tra governo e sindacati e che supera tante rigidità della Fornero”. Eccoli, dunque, i temi emersi dall’assemblea regionale dei quadri Cisl, svoltasi in mattinata a Palermo. All’assise, aperta dal segretario della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo e conclusa dalla leader nazionale Annamaria Furlan, hanno preso parte 500 delegati delle nove province dell’Isola. In prima fila una poltrona vuota sulla quale una locandina macchiata di rosso recitava: “Riservato a tutte le donne vittima di violenza”.

Milazzo ha puntato l’indice sui dati dell’emergenza Sicilia. “Nei primi nove mesi di quest’anno – ha detto – nell’Isola sono state assunte, in tutto, quasi 282 mila persone. Ma ne sono state licenziate 246 mila 700. La gran parte delle assunzioni, 173 mila 700, sono state a tempo determinato, poi apprendisti (9100) e stagionali (25 mila 700). Gli impieghi a tempo indeterminato hanno riguardato appena 73 mila persone o poco più. Troppo poco”. Ecco perché il sindacato, ha insistito il segretario, si augura “Che l’eventuale esercizio provvisorio non vada oltre un mese. E che il nuovo esecutivo dia corso a una rapida un’inversione di rotta. Perché siamo al capolinea”. “Alla vigilia del voto del 5 novembre, assieme a Cgil e Uil – ha ricordato Milazzo – abbiamo consegnato ai candidati alla presidenza della Regione un documento programmatico. E abbiamo chiesto il via immediato al confronto Regione-forze sociali per dare corpo a un patto che, facendo pure leva sull’insularità riconosciuta alla Sicilia dal Parlamento Ue, contribuisse ad attrarre investimenti, promuovere fiscalità compensativa e zone economiche speciali. A mettere in circolo le risorse disponibili, comprese quelle degli accordi con Anas e Rete ferroviaria. Ancora, a semplificare la macchina amministrativa, rilanciare le infrastrutture, riqualificare il territorio. E creare occupazione stabile e diffusa”. Adesso che siamo al dunque, il toro va preso per le corna. Anche perché l’ennesima collocazione in coda delle province siciliane, nella parallela graduatoria nazionale sulla qualità della vita pubblicata qualche giorno fa da Italia Oggi e Sole 24 Ore, è una “umiliazione da cui bisogna trovare il modo di venire fuori. Ma servono lungimiranza. E volontà politica”. Da qui la richiesta spedita a Palazzo d’Orleans dai 500 delegati Cisl, del “via al confronto già dalla prossima settimana. In ogni caso subito dopo l’ormai prossima, speriamo, formazione del governo. E a partire dai cinque punti cinque”.