“No alla mafia dei rifiuti”

Il Governatore all’Ecoforum parte all’attacco: “Serve un’inversione di tendenza. Discariche non tutte a norma e alcuni governi sono stati distratti…”

“Lavorare e tacere, niente da dichiarare”. Nello Musumeci presenta così il suo biglietto da visita nella prima uscita pubblica in occasione dell’Ecoforum regionale sui rifiuti e sull’economia circolare, organizzato da Legambiente Sicilia. Impossibile per i giornalisti non partire chiedendo al governatore lo stato dell’arte sulla giunta. In settimana si scioglieranno i nodi sul nuovo governo? “Ma quali nodi? – puntualizza subito il primo inquilino di palazzo d’Orleans -. Nessun nodo, sto lavorando nell’assoluta serenità. Cerco di fare le scelte più ragionevoli naturalmente, quindi in settimana vediamo di potere concludere, sono passati appena 8 giorni, ho potuto incontrare il coordinatore di Forza Italia per la prima volta soltanto martedì, quindi datemi qualche giorno in più”.

“Nel frattempo – ammette Musumeci – stiamo affrontando tante altre emergenze, a partire dalle discariche di Bellolampo e Mazzarà Sant’Andrea. Insomma, abbiamo trovato un macello. Abbiamo già chiesto al Ministero di concederci qualche mese di proroga e nel frattempo capire anche con Legambiente come possiamo affrontare alcuni problemi perché non possiamo continuare di proroga in proroga. Abbiamo la necessità di avviare un lento ma inesorabile processo di conversione, un sistema nuovo per i rifiuti, altrimenti arriviamo al collasso”.

Il nuovo primo inquilino di palazzo d’Orleans arriva all’Ecoforum accolto da un applauso piuttosto tiepido. E lui sembra avere molto chiaro di avere scelto, come uscita d’esordio in veste di governatore, una platea non particolarmente amica. Eppure conquista tutti, con un discorso molto chiaro e non accondiscendente (“Ve lo dico con grande franchezza – ammetterà più avanti -: credo che sia indispensabile accostarsi al tema senza integralismo”), che si guadagna un applauso più consapevole alla fine.

“Non potevo sottrarmi al piacere dell’invito che mi è stato rivolto – ha detto Musumeci nel suo intervento rivolto alla platea dell’Ecoforum – intanto per portare il saluto in questo mio esordio da governatore. Al di là delle collocazioni politiche che servono poco quando i problemi diventano ingovernabili, sarebbe pura miopia non prendere atto del valore del lavoro che svolge Legambiente in Italia e in Sicilia. Della sua capacità di confronto, di denuncia, di proposta. Ed è proprio con questo spirito che desidero dire che abbiamo la necessità di dovere collaborare”.

“I primi approcci al tema dei rifiuti – ammette poi il governatore – appaiono assai disarmanti. Proprio ieri ho dovuto firmare due richieste di proroga per due diverse realtà della Sicilia. Non possiamo restare inermi davanti a un sistema al collasso”.

Il primo inquilino di palazzo d’Orleans ha poi evidenziato che “non tutte le discariche sembrano essere a norma di legge, che – tra il pubblico e il privato – evidentemente alcuni governi passati si sono dimostrati, diciamo così, distratti nelle azioni commissive e omissive. Sappiamo bene che la mafia punta la sua attenzione sui flussi di denaro, da presidente della Commissione antimafia ho avuto modo di leggere una corposa e articolata relazione, redatta dal professor Aurelio Angelini e posso dirvi che intendo avviare subito una inversione di tendenza, è necessario uscire in fretta da questo vicolo cieco”.

“Il tema dell’economia circolare è argomento assai affascinante, che comporta innanzitutto una rivoluzione culturale. Tutti noi sappiamo che la Sicilia è assai ostile ad acquisire con facilità le innovazioni. Certo, è una bella provocazione e io ci sto. Ma intanto nella media scadenza bisogna capire come fare in modo che la differenziata in Sicilia non sia solo un tema da tavola rotonda. Ve lo dico con grande franchezza: credo che sia indispensabile accostarsi al tema senza integralismo. Già nelle prossime settimane intendo avviare un confronto con una vostra delegazione insieme a quelle di altre associazioni, perché possiate mettere a disposizione della Regione, che non ha competenze specifiche nell’ambito delle risorse umane, le vostre competenze. Voglio ascoltarvi e voglio capire se le vostre proposte possono essere compatibili con le norme vigenti e le risorse disponibili”.

“Anche se – ammette ancora – il problema non è la mancanza di risorse, anzi alcune decine di milioni rimangono inutilizzati. È mancata la volontà politica? Si è voluto aiutare qualcuno? È mancato il coraggio di dire di no? È mancata la visione di una prospettiva? Lo scopriremo tra qualche settimana, confrontandoci insieme. La politica non deve essere arrogante, non deve convincersi di sapere tutto di tutti. Chi governa deve avere l’umiltà di accostarsi al sacramento dell’ascolto, per ridare insieme certezza e speranza a questa terra”.

(immagine di copertina: ph. Grazia Bucca © Studio Camera)