Fumata bianca, varata la giunta Musumeci

Varata la giunta, le rogne per Musumeci restano ancora dietro l’angolo. I dodici componenti dell’esecutivo regionale sono stati definiti in serata. Edy Bandiera alla fine ha avuto la meglio sul collega di partito Giuseppe Guaiana, mentre in casa Udc tramonta Margherita La Rocca Ruvolo, in favore di Vincenzo Figuccia, che entra tra i dodici di Musumeci insieme a Mimmo Turano. Confermati in giunta gli assessori designati in campagna elettorale: Gaetano Armao, Roberto Lagalla, Vittorio Sgarbi e Toto Cordaro. In quota popolari e autonomisti anche Mariella Ippolito, mentre alla rosa forzista, oltre ad Armao e Bandiera si accodano anche Bernadette Grasso e Marco Falcone. Nessuna sorpresa per Diventerà Bellissima, che piazza in giunta il coordinatore della lista, Ruggero Razza, ad occupare la massima poltrona di piazza Ottavio Ziino, all’assessorato alla Salute. Come più volte ventilato nelle scorse settimana, fuori Noi con Salvini, con buona pace del leader nazionale del partito che, nonostante gli appetiti locali ha preferito defilarsi e non incappare in eventuali scandali o dissapori a pochi mesi dalle politiche. Dentro invece Sandro Pappalardo, che potrebbe approdare direttamente nel palazzo di vetro di viale Campania, all’assessorato all’Energia. Da ambienti interni alla maggioranza filtra infatti che proprio il ruolo ricoperto fino a qualche settimana fa da Vania Contrafatto sarebbe quello meno ambito dagli esponenti della giunta, per le elevate competenze specifiche che richiede, insieme alle numerose criticità che eredita. Cordaro potrebbe andare al Territorio, mentre Turano potrebbe approdare alle Attività Produttive nel derby interno all’Udc, dove invece Figuccia potrebbe essere designato al Turismo. Confermata l’Economia per Armao, l’Istruzione per Lagalla, i Beni Culturali per Sgarbi. Falcone potrebbe andare in viale Regione Siciliana, all’Agricoltura. Restano da assegnare le deleghe per Bandiera, Ippolito e Grasso. Le deleghe in sospeso, insomma, sarebbero Famiglia e Politiche Sociali, Autonomie Locali e Funzione Pubblica e Infrastrutture.

Intanto questa mattina in Corte d’Appello ci sarà la proclamazione dei 70 deputati e verranno ufficializzate le cifre definitive sulle preferenze. Cordaro potrebbe avere avuto alla fine la meglio su Lagalla: nel primo conteggio, infatti, i due avevano ottenuto lo stesso numero di preferenze. Dal riconteggio invece risulterebbe uno scarto di 20 voti in favore del primo.