Un Natale che racconta la Sicilia: il panettone Di Stefano incontra l’arte di Alice Valenti

L’arte culinaria incontra l’arte della pittura per un Natale che racconta la Sicilia e che rende ancora più siciliano il dolce di origine milanese: il panettone.

È l’artista Alice Valenti a dipingere, richiamandosi ai temi della ruota del carretto siciliano e delle battaglie epiche cavalleresche, due vassoi-oggetti d’arte realizzati in serigrafia su cui servire il Panettone Magnum, da 3 o 5 kg, prodotto anche quest’anno da Di Stefano Dolciaria in edizione limitata. Un top di gamma di una produzione di panettoni dai formati classici che racchiudono nel loro cuore le bontà della Sicilia. Dal pistacchio alle mandorle, dall’albicocca alle mele, ed ancora arancia e granuloso cioccolato di Modica, pronto a donare un’esplosione di sapori. Il panettone Di Stefano è un vero e proprio delicatessen interamente siciliano, la più golosa rivisitazione del dolce ormai noto in tutto il mondo.

“La nostra innovazione? Sposare la tradizione, continuare a far le cose come si facevano una volta, lievitazione lenta, prodotti selezionati e di qualità, e poi l’esperienza del signor Enzo, persona semplice e umile, che ha intrapreso questa scommessa assieme ad un team a cui si è affidato con lungimiranza”, spiega Carmelo Zagarrì, da tre anni alla guida della direzione commerciale dell’azienda Di Stefano. “Abbiamo scelto di mettere in mostra i valori più importanti della nostra isola, abbandonando ogni stereotipo con un’immagine siciliana fresca e riconoscibile, proprio come il sapore dei nostri dolci”.

“Ho trovato molto stimolante la collaborazione con questa azienda”, commenta l’artista Alice Valenti. “Loro partono dalla tradizione per creare un prodotto di gran qualità e spendibile sul mercato. È un po’ quello che, parallelamente, faccio io con la mia arte. Mi piace partire dalla tradizione per elaborare un discorso artistico che poi si evolve verso il moderno. In questo caso ho immaginato delle forme geometriche per questi due vassoi che sono anche oggetti d’arte”.