Musumeci, occhio alle prime mosse…

In queste ore, sconcertati dalle continue notizie stampa su inchieste che riguardano neo deputati regionali per gravi reati, stiamo tutti osservando attentamente le prime mosse del neo governatore Nello Musumeci. Comprensibile direi, abbiamo davanti cinque anni di governo da cui dipenderanno o un avvio di rinascita economica e sociale della Sicilia o la tragica conferma della sua estrema marginalità.

In una terra disastrata come la nostra le aspettative sono innumerevoli e altrettanto innumerevoli le questioni da affrontare, però, al di là dell’immenso lavoro di cui il presidente dovrà sobbarcarsi, ci sono alcune cose che devono essere fatte subito e senza ambigui tentennamenti. Se Musumeci vuole essere giudicato all’altezza delle attese e coerente con i messaggi di cambiamento lanciati in campagna elettorale, non può sfuggire dalla qualità etica e politica degli adempimenti iniziali.

Parliamo della formazione del governo e della scelta del segretario generale e dei dirigenti generali. Posti, questi ultimi, fondamentali per il funzionamento della macchina regionale in massima parte occupati per appartenenza politica, di corrente addirittura, un’appartenenza abbastanza mutevole visti i facili inchini di sottomissione di molti burocrati al vincitore di turno pur di rimanere nell’ambita e ottimamente remunerata scuderia dei fortunati. Ecco il punctum crucis dove si andranno a intersecare, vedremo con quale esito, la forza e la credibilità politica di Musumeci e il potere di pressione, partigiano, dei partiti che lo hanno sostenuto.

Per carità, è normale che ci si confronti con i partiti, non siamo nati ieri, è normale non buttare dalla rupe chiunque abbia collaborato con i precedenti esecutivi, vale sempre il principio del saggio discernimento e dell’esame oggettivo delle storie e delle capacità personali, ma certamente i segnali di svolta o si danno immediatamente, e radicali, oppure si rischia di rimanere impantanati nelle sabbie mobili dei maleodoranti riti della della casta e dei cerchi magici. In una parola, i segnali di discontinuità se si vuole possono essere dati, anzi, devono essere dati, resistendo ad ogni tipo di ricatto.

Del resto Musumeci ha già dichiarato che non si ricandiderà, la migliore posizione per assicurarsi libertà di spirito e di azione. Nessun assessore con precedenti penali o pendenze giudiziarie, burocrati reclutati sulla base di comprovate competenze imponendo nell’individuazione dei vertici amministrativi, e poi dei manager delle strutture ospedaliere e delle società partecipate, metodi di selezione severissimi seguiti da puntuali procedure di valutazione del loro operato. Se ciò non accadrà si tradirà ancora una volta la speranza dei siciliani, soprattutto dei più giovani costretti a emigrare per costruirsi un domani dignitoso. Sarebbe imperdonabile.