Stop alle preghiere nella scuola. Gioacchino Bosco: “Laicismo spietato”

Una decisione che sta facendo discutere molto, tra chi è favorevole e chi è contrario, quella presa dal dirigente scolastico della scuola Ragusa Moleti di Palermo, Nicolò La Rocca, che ha vietato le preghiere in classe, rimuovendo anche le immagini religiose dall’istituto. 

Decisamente contro a questa scelta il commissario provinciale dei giovani dell’Udc, Gioacchino Bosco: “Noto con sconcerto che basta davvero poco per finire sulle prime pagine dei giornali, anche assumersi la responsabilità di una circolare ridicola. Siamo tutti cresciuti con le preghierine prima della merenda. Vorrei dire al signor La Rocca che la laicità è anzitutto avere rispetto per l’identità culturale e religiosa di un paese. Mi chiedo, infatti, quale possa essere il rispetto per l’alterità e la diversità senza che ci sia alcun rispetto per le proprie tradizioni”

“Potrei citare – continua Bosco – centinaia di sentenze di tribunali autorevoli che riconoscono nei nostri simboli religiosi l’espressione di quella laicità più vera e più profonda che nulla a che fare con quel laicismo spietato che si sta diramando a partire dalle scuole e che vuole arrogantemente fondare la convivenza tra gli uomini sul rifiuto di Dio. La laicità di La Rocca? Quella di stipare le statue sacre nelle latrine di una scuola solo perché a parer suo “ingombranti”. Innanzi a questi episodi sconcertanti e altresì gravi, chiedo al sindaco Orlando di intervenire per conoscere il suo parere, e al Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli di richiedere l’immediato ripristino dello stato dei luoghi. Vorrei ricordare a La Rocca – conclude – che anche i musulmani sono molto legati alla Vergine Maria, ma questo è un fatto di conoscenza culturale”.


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