E litigano, per Giunta

Prevale la tesi di Musumeci: il governo si farà prima dell’elezione del presidente dell’Ars. Metà dei nomi sono già decisi. Ma sullo sfondo campeggia il dissapore ormai radicato tra il governatore e il leader di Forza Italia…

Passa il decreto Musumeci: la Giunta di governo si farà decisamente prima dell’elezione del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. La sfida a distanza con Gianfranco Miccichè si è risolta nella maniera più prevedibile. Già nei giorni scorsi era trapelata la volontà del governatore di lasciare al proprio incerto destino il leader di Forza Italia che è sempre il favorito per la guida dell’Assemblea ma che comincia a sentire il rumore del nemico. Nella fattispecie il nemico di Miccichè ha varie sembianze, alcune dichiarate, altre abbastanza prevedibili. Remano contro tutti coloro i quali hanno chances di prenderne il posto e si parla di competitors che non risiedono soltanto all’interno di Forza Italia. C’è Vincenzo Figuccia, per esempio, che ha un conto aperto con l’antico capitano che gli ha piazzato in lista alle ultime Regionali un candidato di disturbo utilizzando il trucco del “detto Figuccia”. Ma ci sono anche quelli che aspirano a tenere alto il numero degli assessorati, destinato a scendere in caso di elezione di Miccichè sulla poltrona più prestigiosa di Palazzo dei Normanni. La schiera si completa con quella parte del Pd poco propensa a discutere con Forza Italia degli imminenti assetti istituzionali, nella fattispecie la vice presidenza dell’Ars, le presidenze di commissioni e similari.

Del resto Musumeci non può caricarsi i problemi di Miccichè, anche perché in realtà mancano soltanto le indicazioni di Forza Italia. E questo, da qualsiasi lato la si veda, potrà essere un motivo di lite.

Metà della Giunta è fatta: Armao, Lagalla, Sgarbi, Razza, Cordaro e La Rocca Ruvolo dovrebbero essere ormai al sicuro. Restano da assegnare altri 6 posti con questa verosimile ripartizione: 4 a Forza Italia, 1 a Fratelli d’Italia e 1 Udc. Marco Falcone ha in mano una wild card, sulla stessa scia Gianpiero Cannella di Fratelli d’Italia che non ha da vincere derby interni quanto la sfida con i vicini della Lega, assenti dal listino e quindi autorizzati ad avanzare pretese. Proprio la presenza nel listino potrebbe creare qualche problema a Mimmo Turano il cui posto è ambito da Piero Alongi forte degli oltre 8.000 voti conquistati a Palermo. Per gli altri 3 residui assessorati in quota Forza Italia l’ipotesi più accreditata è quella di non indicare deputati, almeno sino alle prossime elezioni nazionali. Nell’ottica della rappresentanza geografica, dopo l’incredibile messe di voti a Messina tale da incidere significativamente sul risultato complessivo, un assessorato non potrà essere negato alla famiglia Genovese. L’indicazione sarà sicuramente quella di un tecnico, perché una sovraesposizione del rampollo di Francantonio, non giova né a lui né al presidente della Regione.