Lagalla For President

L’ex rettore dell’Università di Palermo potrebbe mettere tutti d’accordo nella corsa alla presidenza dell’Ars. E fare un favore a Musumeci e forse anche a Forza Italia…

E alla fine Lagalla potrebbe salvare tutti. È l’ex rettore dell’università di Palermo, assessore designato da Musumeci e deputato neo eletto, il nome che circola per la poltrona di presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Non si tratta di una suggestione, né tanto meno del solito gioco a fare nomi per vedere l’effetto che fa. Lagalla, infatti, potrebbe risolvere, uno dietro l’altro, una serie di problemi. Primo fra tutti a Musumeci. Il rapporto del governatore con il leader di Forza Italia è caratterizzato dalla reciproca sopportazione. E non è un mistero. Sino alla campagna elettorale era Miccichè ad avere un maggiore peso specifico, oggi Musumeci ha invertito i rapporti di forza e può serenamente consentirsi di pensare ai fatti propri. Tradotto: non è detto che fornisca l’assist di pensare alla Giunta dopo l’elezione del presidente dell’Ars, così come richiesto da Miccichè che teme l’insubordinazione delle sue truppe una volta messe a posto le tessere degli assessorati.

Ma c’è anche un certo fermento nel gruppo berlusconiano che, manuale Cencelli alla mano, sa bene che l‘insediamento di Miccichè a Palazzo dei Normanni ridurrebbe la quantità di posti di governo a sua disposizione. Al cambio ufficiale la presidenza dell’Ars equivale ad un paio di assessorati. Già c’è da digerire la designazione di Vittorio Sgarbi decisa fuori dalla Sicilia, scendere ancora di un paio di posti per fare felice Miccichè non tutti lo accetterebbero sorridendo, così come invece ha già annunciato Luigi Genovese nel corso della diretta televisiva Casa Minutella su Trm.

E allora il profilo ideale potrebbe essere proprio quello di Roberto Lagalla che gode di buona reputazione e che è uscito potenziato dal risultato elettorale.

La scelta di Lagalla consentirebbe, peraltro, a Musumeci di togliere un posto ai Popolari, lasciando Toto Cordaro in pole position ed evitando di riservare una casella ai seguaci di Raffaele Lombardo, un altro che a Musumeci proprio simpatico non sta. E anche in casa Pd ci sarebbe la tentazione di “sporcare” la volata vincente di Miccichè, papa annunciato il 5 novembre, ma che in tanti sperano di far tornare cardinale l’11 dicembre, giorno di insediamento del nuovo Parlamento regionale.

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