Plumeria, la pomelia ispira gli abiti da sposa di Morena Fanny Raimondo

La pomelia, simbolo dell’accoglienza cittadina, è la fonte d’ispirazione per la nuova linea di abiti da sposa realizzata da Morena Fanny Raimondo per il marchio More. La collezione annuale di abiti da sposa prosegue il percorso che intende legare il marchio al territorio palermitano, sua fonte di ispirazione. “La pomelia è uno dei simboli di Palermo, cosa che ho scoperto leggendo un libro, Pomelia felicissima, di Attilio Carapezza, Pietro Puccio e Manlio Speciale – racconta Morena Fanny Raimondo – Era coltivata dalle famiglie palermitane nonostante non fosse un fiore originario della nostra isola. Per questo è simbolo di accoglienza. Ho scelto una modella senza i tratti tipici delle donne mediterranee proprio per questa ragione”.

Un fiore venuto da lontano che ha fatto di Palermo casa sua. Dopo un lungo viaggio per mare ha messo radici ed è sbocciato in città, prima all’Orto Botanico, poi sull’ultima collezione di abiti da sposa di More. La bridal collection 2018 consta di dieci abiti in cady, pizzo chantilly, pizzo macramè, chiffon, organza, tulle point d’esprit, seta, cotone, lana ma soprattutto fiori d’organza intagliati e lavorati a mano. Gli abiti di Plumeria sono minimali nei volumi delle gonne, abbandonando le sottogonne e i multi strato per avere delle linee più contemporanee. I corpetti sono lavorati con il pizzo e con applicazioni di pomelie ricamate all’uncinetto o in organza secondo l’antica tradizione del ricamo siciliano. Ed è proprio il ricamo il tratto distintivo dell’ultima collezione di More. “Il fiore – spiega la stilista – si trova sia intagliato in organza che in riproduzioni quasi a grandezza naturale realizzate con l’uncinetto da una ricamatrice di Castelbuono. Una delle intenzioni del mio lavoro, infatti, è dare luce a diversi mestieri siciliani, anche per testimoniare quanto gli abitanti dell’isola siano apprezzati in tutto il mondo”.

Il nome della bridal collection, che richiama la denominazione scientifica del fiore, rimanda alla tradizione dell’Ottocento quando le madri delle donne promesse in sposa regalavano alla figlia, appunto, un mazzetto di pomelie. Morena Fanny Raimondo spiega quanto sia rimasta affascinata dalla storia di questo fiore: “Fino agli anni Cinquanta veniva venduta per le strade e ancora oggi si trova sui balconi del centro storico. La pomelia è il fiore dei poveri – conclude -, ha un certo fascino vederla affacciarsi  sulle strade dai palazzi dei quartieri popolari ancora oggi”.