I tappi di Palermo, via Amari: “I lavori sono lentissimi” (video)

Via Amari resta un tabù per automobilisti e una condanna per residenti e commercianti: i lavori per la realizzazione dell’anello ferroviario continuano a rendere la vita complicata ai palermitani. Il cantiere procede a rilento e i ritardi si sono accumulati. Le proteste non si sono arrestate nemmeno dopo che un tratto di strada è stato ‘restituito’ alla cittadinanza, a maggio: “Una domenica eccezionale per il cantiere visto che stanno eseguendo delle opere anche oggi – dice Francesco Raffa, presidente dell’associazione Cantieri Amari – Notizia positiva solo relativamente. C’è attività all’interno del cantiere. Si stanno cercando di muovere, anche se c’è soltanto qualche operaio. Ieri che era sabato hanno lavorato per l’intera giornata. L’attività, però, è lentissima“.

Da mesi Raffa si batte per salvare le attività economiche della zona, che hanno subito danni economici rilevanti a causa del procrastinarsi dei lavori: “La preparazione della base della galleria, con la predisposizione del tappo di fondo, va molto a rilento – dice – A giornate di lavoro intensivo seguono settimane in cui non si fa nulla”. E racconta: “Due tre giorni di lavoro e poi si fermano per sette giorni. Si sta lentamente arrivando alla fase di completamento di questi lavori, che vengono eseguiti dalla Keller in subappalto da Tacnis. Completata questa fase – spiga – si passerà allo sbancamento”.

A maggio c’è stata una parziale ‘restituzione ai cittadini’ di un tratto di strada. Anche in questo caso, però, la chiave di lettura di Raffa è critica: “Di fatto hanno liberato venti metri – dice il commerciante –  Hanno creato un’area pedonale che può essere utilizzata, praticamente, da una sola attività. La zona viene utilizzata per questo e per il parcheggio di motorini”. Poi analizza la ‘destinazione d’uso’ di un secondo tratto di strada, della quale si dovrà parlare in futuro: “Quando si passerà alla fase successiva allo sbancamento, dovrebbe essere aperto un secondo tratto fino a via La Masa, altri 40-50 metri. Una volta aperta quella zona sarà interessante capire se faranno un’area pedonale – creando vantaggi solo ad alcuni tipi di attività – se destinarla di nuovo al traffico veicolare a doppio senso”.

Trapela dalla sua voce la mancanza di fiducia, che diventa esplicita quando si parla delle esenzioni, parziali e totali, dalle tasse comunali per i commercianti danneggiati dai ritardi del cantiere: “La novità importante è che le esenzioni dalle tasse comunali si sono rivelate un bluff. Questo dà il senso di come veniamo trattati”.

I perché di tanta sfiducia Raffa li manifesta apertamente quando ripercorre la storia del cantiere: “L’intera area che oggi è chiusa doveva essere restituita entro il 20 dicembre 2016 – ricorda – siamo a undici mesi dalla data di consegna ultima. Hanno fatto cinque proroghe, adesso aspettiamo una nuova proroga che non è ancora arrivata. Probabilmente arriverà domani. Difficilmente credo che quest’area verrà liberata entro marzo o aprile. Alla fine gli undici mesi saranno diventati, verosimilmente, ventisei – conclude – Vedremo se avrò avuto ragione”