Sfida storica della destra, che inizia con grandi ambizioni e giganteschi problemi

È arrivato il primo giorno di sfida per Musumeci: la nomina ufficiale a Presidente di una Regione che forse era scesa al punto più basso, finora, nella propria storia autonomista, dal 1947 a oggi. Va via Crocetta. E Musumeci si insedia confermando il discorso fatto all’indomani del risultato elettorale acquisito: recuperare i siciliani nell’orgoglio, nella partecipazione alla vita politica, nel rilanciare la Sicilia con rinnovato ottimismo, così come il voler decidere lui, lontano dalle segreterie di partito… Sarà così?
La sfida del nuovo presidente della Sicilia è molteplice. Difficile e forse anche per questo attraente. Molti sono gli aspetti negativi che potrebbero avere un impatto deleterio per il suo governo e che sicuramente non sarà facile superare.
Problemi storici, giganteschi. Dall’atavica abitudine a tirare a campare nel mezzo di un mondo siciliano sempre più gattopardesco e bloccato alla disoccupazione che resta imperante e infinita. Dalla partenza delle migliori risorse umane alla provincialità più efferata. Dalla diffusa antipatia per le eccellenze, partite o ancora presenti, alla ricerca troppo comune del “posto di stipendio”.
E questo è niente. Ecco le antiche arretratezze: culturali, sociali, infrastrutturali, universitarie, economiche, finanziarie. E chi più ne ha più ne metta. La lista è quasi senza fine, aggravata dalla più grave di tutte, ossia la predisposizione di molti siciliani ad accettare una presenza apparentemente inamovibile: la mafia. Prima e dopo Riina. [Leggi tutto]