Musumeci – Miccichè: è l’ora del primo sgarbo

Il leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè non s’è fatto vedere alla cerimonia d’insediamento del presidente. E se il buongiorno si vede dal mattino…

“Vi assicuro che non so chi paga. Ho chiesto se ci fosse un fondo cassa, mi hanno detto non c’è un centesimo. Al limite mettiamo un tanto l’uno, potrebbe essere una nuova prassi”. Inizia così, con un brindisi nella Sala degli Specchi di Palazzo d’Orleans e un’incognita sul conto da saldare, la legislatura guidata da Nello Musumeci.

Il primo inquilino del Palazzo arriva tenendo stretta la mano della nipotina, saluta e abbraccia “non ho niente da aggiungere – dice ai suoi fedelissimi nel momento privato che segue la cerimonia di scambio delle consegne tra lui e Crocetta – sono piacevolmente frastornato. I miei amici di partito sanno che devono lasciarmi libertà di scelta, lasciatemi lavorare alla squadra degli assessori, farò il bene della Sicilia”.

Certo, le incognite per Musumeci restano ancora tante. A cominciare dai conti. Già venerdì 17, data indicativa per mettere mano ai conti della Regione, attorno a un tavolo si erano seduti Crocetta, Musumeci, Armao e un paio di direttori generali per guardare i conti della Regione. “I conti li abbiamo visti, sì – ammetterà poi Armao -. Adesso però dobbiamo studiarli. Di certo si andrà all’esercizio provvisorio, perché non ci sono i tempi per un nuovo impianto di bilancio, ma prima bisogna capire qual è la situazione”.

Ad attendere Musumeci, per il brindisi d’inizio legislatura, ecco il club degli assessori designati o aspiranti tali. Oltre ad Armao, ecco Roberto Lagalla, Bernadette Grasso, Giusy Savarino, Toto Cordaro, Mimmo Turano, mentre un po’ più in là fa capolino Vincenzo Figuccia. C’è Saverio Romano, a brindare al fianco di Musumeci. Ma nonostante le numerose presenze attorno a Musumeci, è soprattutto un’assenza dalla cerimonia ad avere un peso specifico impegnativo. E tornano in mente Nanni Moretti e il suo dubbio amletico. Lo si nota di più, insomma, se va alla festa o se resta a casa?

Al passaggio di consegne tra Rosario Crocetta e Nello Musumeci, il grande assente, infatti, è proprio Gianfranco Micciché.

Di certo, l’assenza di Micciché nel giorno dell’incoronazione di Nello Musumeci non è passata inosservata. Marco Falcone prova a metterci la pezza, “non è ancora rientrato” racconta a chi gli chiede la giustificazione – proprio come a scuola – per conto del luogotenente di Silvio Berlusconi, che ha dato forfait all’appuntamento a Palazzo d’Orleans.

Guardando fuori dalla finestra, eccolo lì il Palazzo dei Normanni, separato dalla sede dorata della presidenza della Regione da piazza Indipendenza. Già, indipendenza. Come quell’autonomia invocata da Musumeci nella composizione della giunta. Cento passi, separano idealmente i due palazzi. Anche se la distanza tra un primo inquilino e un altro aspirante tale sembra essere enormemente maggiore. Se il buongiorno si vede dal mattino, sembra proprio che si tratti di una distanza destinata ad allungarsi col tempo.

 


(foto copertina @studiocamera)