Quella stronza di Bruna che ti fa sembrare Jim Carrey

Come la mia amica Bruna nessuna mai. È capace come nessun’altra di puntare il cuore di un uomo e centrarlo da distanza olimpionica. Una mira infallibile, anche perché il bersaglio è di quelli che restano immobili, che godono a farsi fare del male.  Bruna graffiata dalla vita, innegabilmente stronza a prescindere. E si uniscono, lei con la mira infallibile e lui con la vocazione innata a fare la vittima ma senza godere. Il lui in questione è il mio caro amico Marco, compagno dei primi sciagurati anni universitari, confidente dello smaltimento delle tossine amorose degli ultimi anni ’70, uomo di rara gentilezza e proprio per questo capace di farti girare i cabbasisi come pochi, ingenuo come Heidi, romantico come un Charlie Brown senza ironia.

Bruna l’ha torturato per anni, non chiedetemi perché: oggi fidanzata (finta), domani estranea che neanche buongiorno e buonasera. Amante di una notte e poi insofferente persino del più languido degli sguardi, non si capisce perché Bruna abbia scelto Marco e ancor meno perché  Marco, capita l’antifona, non abbia mai pensato a mettersi in salvo da quella furia distruttrice.

Ci sono donne che hanno la vocazione allo scempio, erroneamente chiamate mignotte; ci sono uomini che non sono masochisti ma incapaci di uscire fuori dal gioco “te la do e quindi comando io”. L’amore è bello se fa soffrire? Marco ma, che .azz dici. L’amore è bello quando ti fa stare in uno stato di perenne eccitazione, che il solo pensiero di lei ti provoca lo scompenso ormonale, che conti i minuti dalla sua assenza. L’amore è bello se pensi con la sua testa e guardi con i suoi occhi, Marco se così non è mai stato potrai  consolarti più facilmente. Perché se per te era così, è assolutamente certo che mai lo è stato per lei. Una volta si diceva: in amore se non si perde la testa in due, si chiama esecuzione.

Poi mi dirai: e a me che resta se non il ricordo? Sbagliato, riguardati Jim Carrey, mi sembri lui: se mi lasci ti cancello, così dovresti fare per non fare la sua stessa fine. Cancellala, goditi la tua età, le tue rughe e la barca bianca, lascia la stronza a gioire del suo trofeo (che poi sarebbe il tuo cuore).

Lascia che Facebook faccia il resto, posta da mattina a sera gnocche come me e pensa alla salute.

P.s.: Vorrei fare un’analisi sociologica: quante Brune conoscete e quanti Marchi? Ditelo ad Anna vostra…