Operato al cervello mentre suona il clarinetto

Operato al cervello per asportare un tumore, mente suonava il clarinetto. Non è fantascienza e neanche una puntata di Dott. House, ma quanto fatto un paio di mesi fa all’ospedale S. Anna di Ferrara, nel reparto di neurochirurgia diretto da Michele Alessandro Cavallo. Il primo intervento al cervello in awake surgery, ovvero da svegli, in Italia.

Procedere in questa maniera ha permesso ai medici di stimolare durante l’operazione nel paziente – musicista professionista – specifiche zone cerebrali, senza provocare disturbi sensitivi complessi.

Nei casi di tumori cerebrali l’obiettivo neurochirurgico è duplice: non solo deve asportare quanta più massa possibile, ma deve farlo minimizzando i potenziali danni alle funzioni celebrali che possono essere provocati dall’intervento chirurgico.

Esistono strumenti per monitorare le funzioni motorie, ma non le sensitive. Proprio il fatto che il paziente fosse un musicista ha costruito la base per tentare di presidiare il sensitivo, con effetti positivi.

Stimolando nella fase operatoria specifiche zone cerebrali, sono stati evocati disturbi sensitivi complessi. E lo stesso paziente ha potuto riferire, in diretta, i momenti in cui non riusciva a eseguire correttamente i brani a causa di un’alterazione transitoria della sensibilità. In questo modo i medici hanno potuto procedere evitando il rischio di danni invalidanti, tracciando una mappa delle zone da “non toccare”.

L’intervento è durato in tutto 4 ore ma solo due sono state quelle con il paziente sveglio. E lo stesso musicista ha inviato ai medici, pochi giorni dopo la sua dimissione dell’ospedale, un video in cui suona perfettamente il clarinetto senza alcun problema dovuto all’operazione.