Tari, vademecum per chiedere i rimborsi

Tari gonfiata, è l‘ora dei rimborsi. Dopo che l’Agenzia delle entrate ha giudicato errati i conteggi di molti Comuni, che avrebbero interpretato male le norme facendo pagare troppo chi possiede box e cantine, i sindaci aprono alla possibilità di rimborsi sulla tassa dei rifiuti ma chiedono in manovra una regola che permetta di finanziarli con i fondi di bilancio, per evitare di dover presentare conguagli ai contribuenti che non sono stati colpiti dal problema. E per scongiurare anche eventuali aumenti della tassa per coprire la spesa.

Il problema principale è che il conteggio della Tari viene calcolato per coprire i costi dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti e dell’igiene urbana. La somma viene poi divisa tra i cittadini: quindi il rimborso dato ad alcuni provocherebbe una richiesta di conguaglio nei confronti degli altri. Ecco che quindi si cerca una soluzione alternativa con i fondi di bilancio.

Ci sarebbero anche i fondi di svalutazione crediti, che i Comuni avrebbero dovuto accantonare dalla Tari per affrontare eventuali imprevisti, come le mancate riscossioni: ma il fondo si attesta intorno al 2% e potrebbe risolvere la situazione solo nei Comuni più piccoli.

Intanto è possibile già presentare il ricorso. Per farlo, i cittadini che pensano di aver pagato più di quanto avrebbero dovuto devono recuperare i conteggi fatti dal Comune fino a 5 anni prima e verificare se ci sono errori. In seguito devono chiedere il rimborso delle somme pagate in eccesso o che queste vengano stornate dalle future tasse. Il Comune, una volta ricevuta la richiesta, ha 180 giorni per rispondere, altrimenti l’istanza di rimborso deve essere considerata rigettata. Il contribuente, a quel punto, ha 60 giorni per ricorrere alla Commissione tributaria.

Ma nonostante ci siano già gli strumenti per richiedere i rimborsi, resta da chiarire con quali fondi si dovranno pagare. L’Agenzia delle entrate dovrebbe inviare a breve una circolare per fare luce sulla vicenda, decidendo se i Comuni dovranno ricalcolare la Tari a chi ha pagato meno o se ci sarà un altro modo per coprire il buco finanziario.