Mafia, maxi sequestro al mercante d’arte Becchina

Sequestrati dalla Dia di Trapani beni per un valore di svariati milioni di euro al mercante d’arte Giovanni Franco Becchina di 78 anni. Posti sotto sequestro aziende, terreni, conti bancari, automezzi e immobili, tra cui una parte dell’antico Castello Bellumvider di Castelvetrano, la cui costruzione si fa risalire a Federico II.

“A gestire le attività illegali legate agli scavi clandestini ci sarebbe stato – dicono gli inquirenti – l’anziano patriarca mafioso, Francesco Messina Denaro, poi sostituito da suo figlio: il latitante Matteo Messina Denaro”, ricercato da più di 30 anni. E, stando ad alcuni collaboratori di giustizia, ci sarebbe stato sempre il boss mafioso dietro il furto del famoso Efebo di Selinunte, statuetta di grandissimo valore storico-archeologico trafugata negli anni Sessanta e poi recuperata.

Emigrato da Castelvetrano in Svizzera dopo aver subìto una procedura fallimentare, nel 1976 Becchina trovò a Basilea un lavoro come impiegato in una struttura alberghiera. Seguì l’inizio dell’attività di commercio di opere d’arte e reperti archeologici, con l’avviamento della ditta Palladion Antike Kunst. Poi nel 1992, sulla base di alcune dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Rosario Spatola e Vincenzo Calcare, che lo indicavano vicino sia alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara sia a quella di Castelvetrano, per conto della quale avrebbe trafficato reperti archeologici, il mercante d’arte fu indagato per concorso in associazione mafiosa.

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