Sicilia prima in Italia per dispersione scolastica

È la Sicilia la regione italiana con la più alta percentuale di dispersione scolastica, il 23,5%, con la media nazionale che si attesta sul 13,8%. In pratica un ragazzo siciliano su quattro ha lasciato precocemente la scuola. È quanto emerge dai dati contenuti nell’VIII Atlande dell’infanzia a rischio di Save the Children, dove si evince anche che la Sicilia è la seconda regione per numero di minori che vivono in povertà, preceduta solo dalla Calabria. E negli ultimi dieci anni le famiglie con minori che vivono in povertà sono quintuplicate in tutta Italia.

Se si parla di povertà relativa i dati siciliani sono ancora più drammatici, con circa il 42% dei minori che vivono in condizioni economiche disagiate contro il 22,3% di media nazionale.

Save the Children ha lanciato l’allarme, sottolineando come i minori che vivono in contesti svantaggiati rischiano di abbandonare gli studi più dei loro coetanei cresciuti in contesti agiati. E la crisi economica ha avuto un effetto negativo anche sulla motivazione degli studenti, con la mancanza di prospettive lavorative che generano sfiducia aumentando il rischio di dispersione scolastica.

Ma esiste anche un problema inverso, ovvero che troppo spesso sono le scuole a non essere a misura di bambino, con strutture inadeguate: in Italia il 41,4% delle scuole non sono dotate di laboratori a sufficienza. Anche in questo caso sono allarmanti i dati siciliani, con il 58,2% a Catania, 56,3% a Palermo e il 53,7% a Ragusa.

E a Ragusa va il primato italiano di alunni respinti nella scuola secondaria di primo grado: il 5,6% su una media nazionale del 2,5%.

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