Crocetta, ma non eri andato via?

L’ex governatore dà un incarico ad un suo assessore, Maurizio Croce. E Aricò denuncia: “Non può farlo, viola le norme nazionali”.

Una nomina che fa discutere: l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta ha dato incarico all’attuale assessore al Territorio, Maurizio Croce, come soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico. Una carica importante, in un momento così delicato per la Sicilia, con i bacini a secco e una rete idrica ridotta a un colabrodo. Una nomina che però, come denuncia il deputato regionale Alessandro Aricò, violerebbe la norma nazionale sulle inconferibilità e incompatibilità. E che potrebbe portare a provvedimenti illegittimi passibili di annullamento.

“Di sicuro non si può dire che l’ex presidente Crocetta non stia ancora pensando alle politiche attive del lavoro, peccato che gli unici beneficiari siano sempre e soltanto i componenti della sua giunta e del suo cerchio magico”. Lo dice Alessandro Aricò, coordinatore a Palermo di #diventeràbellissima, nell’apprendere “con stupore della nomina fatta in totale segretezza dell’attuale assessore al Territorio Maurizio Croce quale soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico”, provvedimento ritenuto “illegittimo e privo di qualsiasi presupposto giuridico”.

“Con decreto presidenziale 570 del 15 settembre e 580 del 17 ottobre – denuncia Aricò – l’ex presidente Crocetta ha nominato Croce, stabilendo un compenso equiparato al trattamento economico complessivo di dirigente generale della Regione siciliana. Tali provvedimenti risultano palesemente illegittimi per la violazione della norma nazionale sulle inconferibilità e incompatibilità di cui al decreto legislativo 39/2013, essendo Croce assessore regionale in carica, ma ancora più grave è il fatto che Croce si sia insediato – aggiunge Aricò – quale soggetto attuatore già lo scorso 20 settembre ed eserciti le relative funzioni ponendo in essere a cascata provvedimenti illegittimi e passibili di annullamento su un tema delicatissimo e di primaria importanza”.

“Il dissesto idrogeologico in Sicilia è un tema fondamentale e va affrontato con serietà, non certo con un ulteriore strapuntino dell’ultimo minuto che sta mettendo a serio rischio le attività di un ufficio strategico della regione, ipotizzando al contempo un danno erariale”.

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