La danza della pioggia

Acqua a rischio di razionamento per la città metropolitana di Palermo. Balletto tra Comune e Regione sulle responsabilità per i bacini a secco e la mancata manutenzione di una rete idrica colabrodo. Unica speranza, che piova tanto da riempire gli invasi

Potrebbe andare peggio. Potrebbe non piovere. L’estate estremamente torrida lasciata ormai alle spalle, insieme alle tubature ridotte a colabrodo e senza sostanziali interventi di manutenzione da tempo immemore, comportano il rischio reale che di qua a fine anno, se non dovesse piovere a sufficienza, si tornerà all’acqua razionata. Nessun pericolo fino al prossimo 31 dicembre, ma con l’anno nuovo potrebbe essere necessario puntare la sveglia per ricordarsi a quale ora sarà possibile fare una doccia.
Lunedì mattina è convocato un nuovo tavolo tecnico alla presenza dei funzionari del dipartimento regionale Acque e Rifiuti, dei vertici Amap e dell’Enel, per fare il punto sui quattro grandi bacini d’acqua dell’area metropolitana di Palermo: Poma, Scanzano, Piana degli Albanesi e Rosamarina.

L’inerzia che produce sprechi: la mancata manutenzione costa all’Amap 1,3 milioni di euro

Amap, azienda municipalizzata per l'acqua di Palermo Quasi a secco i primi tre, con l’aggravante del caso del lago di Piana, dove l’acqua è talmente poca che l’Amap ha dovuto concordare con l’Enel un rimborso pari a 1,3 milioni di euro per la mancata produzione di energia. Delle due, l’una, insomma. O si utilizzava l’acqua, o si produceva l’elettricità.
Ma il tema vero resta quello della diga di Rosamarina, svuotata circa un anno fa del 40 per cento della sua portata e con una capacità attuale pari invece al 70 per cento della portata massima. Il motivo? Delle lesioni strutturali che Amap e Regione avrebbero dovuto sistemare e che invece hanno comportato l’intervento della protezione civile nazionale, che ne ha appunto diminuito la portata, in attesa del ripristino strutturale.
Intanto, la Regione non ha mai fatto partire il bando per i lavori di messa in sicurezza, mentre l’Amap si ritrova a gestire un bacino, l’intera area metropolitana, che non dovrebbe competerle. La legge regionale sull’acqua, infatti, prevedeva l’istituzione degli Ambiti territoriali idrici. A seguito dell’impugnativa da parte del governo nazionale, in una circolare l’allora assessore Vania Contrafatto indicava la tempistica ai Comuni: entro il prossimo 19 novembre si sarebbero dovuti costituire gli Ambiti territoriali. Gli Ati, a loro volta, avrebbero dovuto predisporre i bandi per l’affidamento e la gestione del servizio. Ma tutto questo ad oggi è rimasto lettera morta. E intanto la gestione della rete idrica nel Palermitano resta in mano ad Amap.
Legislatura nuova, problemi vecchi, insomma. Le responsabilità rispetto all’ennesima cronaca di un disastro annunciato, intanto, vengono rimpallate tra Palazzo delle Aquile e Palazzo dei Normanni. Così l’Amap ammette, per voce della presidente Maria Prestigiacomo, che gli interventi che si sarebbero dovuti fare per ripristinare il funzionamento totale della diga Rosamarina “non sono stati fatti, ma so che dalla Regione stanno provvedendo ad espletare le pratiche”. E dalla Regione, intanto, c’è chi bisbiglia che il Comune di Palermo avrebbe dovuto provvedere in qualità di capofila dell’Ati del capoluogo a far partire i bandi, “invece è rimasto alla finestra a guardare”. Cambiano gli attori, insomma, ma la querelle infinita tra Regione e Comune sembra destinata a proseguire il suo corso. Intanto, per non iniziare l’anno nuovo a secco, si spera che piova. E anche tanto. E questa volta non è pessimismo: è proprio il bicchiere ad essere rimasto mezzo vuoto.

Diga Rosamarina (foto di Salvatore Ciambra)
La diga Rosamarina, a circa tre chilometri dal centro abitato di Caccamo, sottende uno dei più grandi laghi artificiali della Sicilia, con circa 16 chilometri di sponde, una capacità massima di circa 100 milioni di metri cubi d’acqua e oltre 100 metri di profondità nella zona più profonda. È la più importante risorsa idrica potabile della città di Palermo. (foto di Salvatore Ciambra)
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