Dice ai giornalisti: “Poi vi lamentate se vi danno le testate”. Sconcerto e sdegno

Forte sconcerto per l’infelice frase dell’avvocato Carlo Taormina, “Poi vi lamentate se vi danno le testate”, ai giornalisti che lo intervistavano all’uscita dal Tribunale di Messina sulle numerose vicende giudiziarie del suo assistito Cateno De Luca, arrestato per evasione fiscale appena due giorni dopo la sua elezione come deputato regionale. Immediata la reazione dell’Assostampa, il sindacato dei giornalisti: “Parole inaccettabili, per le quali Taormina dovrebbe scusarsi con tutti i giornalisti”. Riprovazione anche dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia: “Una frase infelice e fuori luogo quella dell’avvocato Taormina, che non si capisce perché tiri in ballo l’episodio della testata inferta a un giornalista a Ostia. Bisognerebbe avere più rispetto per i cronisti e non alimentare con certe dichiarazioni un clima d’odio che poi rischia di degenerare in episodi violenti”, ha affermato il presidente Giulio Francese.

L’irrispettosa frase dell’avvocato Taormina è pronunciata lo stesso giorno in cui a Roma il Gip Anna Maria Fattori ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Roberto Spada, l’istruttore di boxe che si trova a Regina Coeli per avere rotto il naso con una testata al giornalista della Rai Daniele Piervincenzi, riconoscendo i reati di lesioni personali e violenza privata con l’aggravante del metodo mafioso e dei futili motivi, sostenuti dall’accusa. Il reporter di Nemo, programma di Rai 2, era ad Ostia con il cameraman Edoardo Anselmi, anche lui aggredito da Spada ed un suo sodale, per girare un servizio sulle elezioni amministrative.

Roberto Spada, finora incensurato, è fratello di Carmine detto “Romoletto”, in carcere con una condanna a 10 anni per estorsione con metodo mafioso e ritenuto il capo del clan Spada di Ostia, di origine Sinti (etnia dei cosiddetti zingari), imparentato con quello dei Casamonica e alleato dei Fasciani. L’ordine di custodia in carcere di Roberto Spada viene motivato in sostanza perché, secondo il giudice, con l’aggressione brutale messa in atto in un luogo pubblico, davanti a telecamere e testimoni, Spada avrebbe voluto riaffermare il proprio potere e capacità di intimidazione, in un territorio caratterizzato da uno stato di assoggettamento e da una garanzia di impunità. Il giornalista si era recato ad intervistare Spada, che lo aveva accolto nella propria palestra, per chiedergli dei suoi rapporti con il movimento neofascista CasaPound, in occasione delle elezioni municipali di Ostia.

Magari Carlo Taormina, riguardando il video dell’aggressione (ne proponiamo il link sull’account Twitter del sindaco di Roma che ha dichiarato, ancora una volta, quella violenza inaccettabile) potrebbe riflettere e ritenere se è il caso, in effetti, di scusarsi con i giornalisti per una frase che era meglio non gli fosse mai sfuggita.

Carlo Taormina: "Poi vi lamentate se vi danno le testate". Immediata reazione di sindacato e ordine dei giornalisti: “…

Pubblicato da Giornalismo Siciliano notizie Assostampa FNSI su Sabato 11 novembre 2017

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