“Quei voti di Tamajo, mentre il PD usava il comitato Micari contro Fava”

Mentre l’on. Tamajo (lista di Totò Cardinale, coalizione di centrosinistra, Micari candidato presidente), se le accuse sono vere, comprava voti a 25 euro al pezzo, l’intero consiglio dei ministri si era trasferito a Palermo, in via Libertà 12 (il comitato elettorale del suddetto Micari), per dire ai siciliani tutti di non votare Claudio Fava.
In questo fermo immagine c’è tutta la parabola del Partito Democratico, la sua idea grossolana di coalizione in cui contano non le idee, le affinità, i valori (orrore!) ma solo i pacchetti di voti: da chiunque arrivino, comunque arrivino. Hai voglia di spiegare al PD che mettersi insieme a Cardinale e ad Alfano è una parodia della politica, soprattutto in Sicilia. Hai voglia, per due mesi di campagna elettorale, di denunciare le servitù elettorali, i signori del voto, i padroni delle preferenze. Hai voglia di ripetere che l’unico voto utile sarebbe stato il voto libero, non venduto nè dovuto nè rabbioso nè rassegnato. Hai voglia: i ministri di Renzi & Gentiloni non hanno modificato di una virgola il loro copione: viva Alfano, viva Cardinale, viva Tamajo. E abbasso Fava.
Domani, ne siamo certi, rivedremo anche Faraone in una delle sue comparsate tv: qualcuno magari si aspetta delle scuse, un’onesta ammissione, non so, non avevamo capito un accidente! Invece guarderà fisso la telecamera e scandirà: “La colpa è di Claudio Fava”. Qualcuno lo disattivi, per favore…

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