Palermo, operazione antimafia al Borgo Vecchio: 17 in manette

Operazione antimafia questa mattina nel quartiere Borgo Vecchio a Palermo. I Carabinieri hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal Gip nei confronti di 17 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizione e fittizia intestazione di beni.

Le indagini che hanno portato agli arresti, prosecuzione di pregresse operazioni condotte nei confronti del mandamento di Porta Nuova, hanno permesso la disarticolazione dell’attuale organigramma della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, individuandone gli assetti e le relative dinamiche attraverso le numerose attività di intercettazioni audio/video ed il contributo di due collaboratori di giustizia, ex esponenti apicali del clan.

In particolare, grazie al rinvenimento del “libro mastro” e l’acquisizione di numerose prove, sono state ricostruite 14 estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti di Borgo Vecchio, costretti a versare somme di denaro per evitare ritorsioni che, in alcuni casi, sono avvenute e sono state documentate dai militari. I commercianti sono stati sentiti e hanno confermato le imposizioni di cosa nostra.

I Carabinieri hanno sequestrato alcune attività commerciali riconducibili al clan, intesta a prestanome e avviate grazia al riciclaggio di denaro sporco.

Le indagini hanno anche rilevato i responsabili di una sparatoria avvenuta nella piazza centrale del quartiere la sera del 4 marzo del 2015: nella circostanza due frazioni del clan, i Tantillo e i componenti della famiglia di Francesco Russo, che dal 2006 al 2008 aveva retto il clan e voleva riprenderne le redini, si erano affrontate esplodendo numerosi colpi d’arma da fuoco. Individuati anche i responsabili di una rapina avvenuta il 26 giugno del 2011, nella quale la vittima era stata pure ferita da un proiettile. Un reato che non era stato “autorizzato” da cosa nostra e per il quale gli autori furono poi aggrediti da esponenti del mandamento di Porta Nuova e di Borgo Vecchio.

Sono finiti in manette, Elio Ganci, che sarebbe subentrato ai fratelli Tantillo alla guida del clan di Borgo Vecchio,Fabio Bonanno, Domenico Canfarotta, Cristian Cinà, Domenico Consiglio, Salvatore e Marcello D’Amico, Giuseppe la Malfa, Nunzio La Torre, Gianluca Lo Coco, Luigi Miceli, Salvatore e Francesco Russo, Antonino Siragusa, Massimiliano Tabbita, Mimmo Tantillo e Domenico Tarallo.

Nel corso degli anni cosa nostra ha mutato pelle e diversificato i propri affari”, ha dichiarato il Colonnello Antonio Di Stasio, Comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo. “Continua ad essere colpita duramente con l’attività repressiva delle Forze dell’Ordine e della Magistratura ed oggi appare indebolita, ma sempre viva, ed impegnata, anche attraverso il pizzo, nella ricerca quotidiana e ossessiva di denaro”. “Da un’analisi storica del fenomeno estorsivo – continua il Colonnello – emerge come, in un territorio sottoposto ad un clima di intimidazione diffusa, dove la vittima, anche solo dietro una minaccia verbale, percependo rischi e conseguenze per sé e per propri i familiari, si sente costretta a cedere, la criminalità organizzata riesca nel tempo ad imporre il pizzo”.

Di Stasio conclude citando Borsellino: “A noi tutti cittadini di questa stupenda terra, ai commercianti e agli imprenditori, i quali hanno interpretato le gesta e le parole del Giudice Paolo Borsellino “è normale che esista la paura in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio”, esprimo la mia gratitudine per essersi affidati allo Stato, continuando a denunciare gli estortori”.

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