Palermo e la mafia: qualcosa è cambiato. Ma non troppo…

Qualcosa è cambiato. L’importanza dei 17 arresti effettuati questa mattina dai Carabinieri al Borgo Vecchio travalica il senso comune della giustizia e ci consegna l’immagine di una città che poco per volta, a piccoli passi, si evolve.

La collaborazione dei commercianti è stata determinante per arrivare agli arresti. Ed è una collaborazione che non ti aspetti in un quartiere in cui l’illegalità è stata presenza piuttosto visibile. Non per niente la quantità di videocamere e microfoni installate in quest’area dalle forze dell’ordine farebbe impallidire la Cia. Intercettazioni ambientali che hanno aiutato gli investigatori a risolvere numerosi casi negli ultimi anni.

Eppure qualcosa è cambiato. Certo si potrebbe obiettare che la collaborazione è stata “forzata”. Messi davanti all’evidenza dei fatti, tra le dichiarazioni di un pentito e il “libro mastro” del racket che indicava a chiare lettere chi pagava e quanto dovesse versare alle casse del clan, i commercianti si sono trovati con le spalle al muro. Ma è anche vero che un tempo avrebbero preferito prendersi una denuncia per favoreggiamento piuttosto che puntare il dito contro i propri carnefici.

Non siamo più ai tempi di Libero Grassi, quando non pagare il pizzo era una condanna a morte. Ma gli episodi di intimidazione sono sempre all’ordine del giorno. A ogni campagna contro il racket, a ogni aiuto nei confronti dei commercianti che denunciano, corrisponde un atto di intimidazione ai danni di un imprenditore, che sia un semplice lucchetto incollato o un bossolo in una busta da lettera.

È il gioco delle parti: da un lato chi la giustizia la deve difendere, dall’altro chi la vuole offendere. E non è un caso se il Comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo, Antonello Di Stasio, ha voluto ringraziare coloro i quali si rivolgono allo Stato per denunciare il racket delle estorsioni, e, nel farlo, ha citato le parole del giudice Borsellino. Un segnale che la lenta evoluzione di questa città, partita proprio dal sacrificio di Falcone e Borsellino, stia compiendo adesso un nuovo balzo in avanti. 

E sottolineiamo lenta. Perché qualcosa è cambiato, ma non troppo. Perché vedere le persone arrestate essere omaggiate da parenti e amici come fossero eroi, è il rovescio della medaglia.

 

(Foto di copertina: © Studio Camera)