Omicidio Calascibetta, un uomo avrebbe confessato il delitto

A sei anni dall’omicidio Calascibetta potrebbe essere arrivata una svolta che farebbe luce sul delitto. Un uomo avrebbe confessato di aver fatto parte del commando che il 19 settembre del 2011 entrò in azione per uccidere l’ex capomandamento di Santa Maria di Gesù. Gli uomini della squadra mobile, guidata da Rodolfo Ruperti, stanno verificando se vi siano riscontri che confermino la versione.

L’uomo avrebbe cominciato a collaborare con gli inquirenti e avrebbe svelato i particolari di un agguato finora irrisolto, indicando una zona in cui ricercare l’arma usata. Nei giorni scorsi l’uomo si è presentato alla polizia dicendo di temere per la propria vita perché minacciato. Si tratterebbe di un pregiudicato con precedenti per rapina. A questo punto ha fornito delle indicazioni agli agenti, che, seguendole, hanno setacciato un terreno poco distante dal luogo del delitto.

L’omicidio di Calascibetta fece molto scalpore: scarcerato nel 2008 fa dopo avere scontato la condanna per la strage Borsellino, il mafioso era sottoposto a sorveglianza speciale, una misura che comporta come sanzione accessoria la sospensione della patente. Per questo, per spostarsi, usava una microcar. E nella piccola auto fu trovato morto col volto sfigurato, a pochi metri da casa.

I killer gli spararono cinque colpi di pistola in faccia colpendolo all’orecchio. Dopo essere stato scarcerato, secondo gli investigatori, sarebbe tornato a ricoprire un ruolo di spicco nel quartiere di Santa Maria di Gesù.