Ricetta Genovese

Il figlio di Francantonio sulle orme democristiane del padre. Pietanza vecchia in pentola nuova? Il suo giudizio su De Luca: “Non era impresentabile…”.

“De Luca impresentabile? Non credo”. Parola di Francantonio junior. Pardon, Luigi Genovese. L’enfant prodige della politica siciliana, con una carriera già segnata davanti a sé, ventunenne sembra esserlo sulla carta. Per il resto parla bene il politichese, sa dribblare sugli argomenti più spinosi, si trova a suo agio davanti a una conversazione in terza persona.

Onorevole Genovese, si aspettava un risultato di queste proporzioni?
“Nel corso di una campagna elettorale non si può mai dire come andrà a finire. Certo, c’erano dei segnali incoraggianti”.

I giornali non le hanno riservato un benvenuto particolarmente caloroso. Se lo aspettava?
“Assolutamente no, non è stato un benvenuto caloroso. E assolutamente sì che me lo aspettavo”.

Quanto è difficile costruire un’identità che vada oltre il nome del padre?
“Io non credo che sia difficile. Da mio padre ho ereditato la passione politica, non la poltrona”.

Però non è semplice identificarla oltre il nome di suo padre.
“Sento il peso della responsabilità che deriva dal mandato degli elettori”.

A palazzo dei Normanni lei era già entrato con suo padre, giusto?
“Sì, ma non solo. Anche in qualità di presidente della consulta regionale degli studenti. Sarò il più giovane deputato eletto all’Assemblea Regionale”.

Ha già in mente come sfruttare questo vantaggio anagrafico nella sua attività parlamentare?
“La prima cosa che farò sarà quella di chiedere la possibilità di introdurre il question time, come avviene alla Camera e al Senato e assente invece all’Assemblea. È necessario che gli assessori abbiano l’obbligo di rispondere in tempi rapidi, mentre oggi in Assemblea le tempistiche di risposta non sono quasi mai rispettate”.

A livello legislativo ha già qualche proposta di legge in mente?
“Mi piacerebbe coinvolgere i giovani nel mondo della politica, proporrò sul modello del Lazio l’istituzione dei Consigli comunali dei giovani. Si tratta di organismi che non hanno grandi competenze amministrative, ma hanno competenze esclusive sulle politiche giovanili. Non gestiranno grandi disponibilità finanziarie, tra i 7 e 10mila euro l’anno, per l’organizzazione di eventi o altro che riguardi i giovani. In questo modo si sensibilizza anche rispetto al tema dell’elettorato attivo e passivo, perché a votare sarebbero i giovani tra i 15 e i 25 anni. E poi mi piacerebbe riuscire a innescare strumenti innovativi per velocizzare gli iter non al passo coi tempi”.

Un ddl sulla sburocratizzazione?
“Sburocratizzazione e aggiornamento dei computer”.

Lei è il più giovane, ma sarà in buona compagnia nella nuova Assemblea. Tra i suoi coetanei a Sala d’Ercole si sente più affine a Sammartino o ai grillini?
“Non mi sento affine a nessuno, ma spero si possa instaurare un bel rapporto”.

Con Cateno De Luca, arrestato ieri, eravate nella stessa coalizione e nello stesso collegio. Non crede che la politica dovrebbe stare più attenta alla selezione della sua classe dirigente?
“Non considero De Luca impresentabile nella misura in cui non c’è una condanna definitiva”.

Ma non pensa che la politica dovrebbe fare maggiore attenzione nella selezione della propria classe dirigente?
“Esiste un codice etico, penso sia stato rispettato”.


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