Diventerà assessore?

Tutti gli uomini del presidente, prima puntata. Il profilo di Alessandro Aricò, l’uomo che ha sdoganato Nello Musumeci a Palermo. Dalla militanza con Fini alla sfida contro Orlando, sino alla creazione del movimento che ha conquistato Palazzo D’Orleans

Se davvero diventerà bellissima buona parte del merito deve essere attribuito ad Alessandro Aricò. E non solo per il risultato elettorale, certamente di grande rilievo considerato che ha ottenuto quasi il 40% dei voti della lista a Palermo, ma anche e soprattutto perché è stata la sponda operativa di questa prima operazione di marketing politico di marca siciliana. Non è un caso che l’identità della comunicazione della campagna di Musumeci sia stata fortemente ispirata dagli stessi colori, il giallo e il blu, utilizzati proprio da Aricò nelle ultime sue esperienze

Senza il coinvolgimento del capoluogo siciliano, la strada percorsa da Musumeci sarebbe risultata molto accidentata perché come a sinistra anche a destra c’è sempre stata una certa tendenza ai distinguo e comunque la dimensione territoriale doveva essere tale da coinvolgere l’isola da est a ovest.

Ad Aricò, già deputato regionale e assessore al Territorio, il coraggio non è mai mancato. Non esitò a seguire Gianfranco Fini in Futuro e Libertà quando sarebbe stato più semplice restare nell’orbita del Pdl e accettò la candidatura a sindaco nel dopo Cammarata, quando dichiararsi di centrodestra a Palermo equivaleva a mangiare un vassoio di cannoli con il diabete addosso. Un suicidio assistito che stava per trasformarsi nell’impresa del secolo: il dato delle sue liste lo avrebbe portato al ballottaggio, ma fu frenato dal tradimento della parte centrista della sua coalizione che nel segreto dell’urna si affidò a Leoluca Orlando.

Chiusa la parentesi finiana ha fatto ciò che ogni politico dovrebbe fare chiusa una stagione: fermarsi e riflettere. La pausa è durata giusto il tempo di realizzare che l’avventura di Musumeci, stoppata 5 anni fa dalla frantumazione del centrodestra avrebbe potuto avere ben altro sbocco, recuperata l’unità e in persistenza del fallimento di Crocetta e della sua variegata compagnia.

Ispiratore dell’opportuno attivismo territoriale che ha portato Musumeci ad essere riconoscibile in ogni comune della Sicilia occidentale, Aricò ha saputo dimostrare ancora una volta di avere il gusto dell’azzardo: niente paracadute del listino, pronto a misurarsi con l’insidia elettorale costituita dalla soglia di sbarramento.

E Musumeci ha apprezzato non poco sia il coraggio che la disponibilità a non creare problemi di affollamento sul listino utilizzato per bilanciare il peso dei compagni di cordata. Oggi Alessandro Aricò è l’unico del nucleo fondatore del movimento ad essere all’Ars al fianco del presidente. La domanda che molti si fanno adesso è: Diventerà Assessore?