Disabili al voto, è scandalo. Sammartino annuncia querele

“Ufficio elettorale? Volevo sapere se mia madre aveva votato, perché mia madre è in una casa di cure qua. Si chiama C.P.”. In poche ore il video è diventato virale online, rimbalzando da una bacheca all’altra, da un sito a un altro. Le immagini sono girate in un ufficio elettorale nel Catanese, dove il figlio di una persona ricoverata in una casa di cure si reca per sapere se sua madre sia andata a votare o meno.

Il dialogo è surreale. La funzionaria comunale conferma che la signora abbia espresso il suo voto, mentre il figlio, allibito, spiega che serve l’ok della famiglia. “Ma l’autorizzazione – sottolinea – mio fratello solo la può dare, perché è interdetta. E come lei avranno fatto votare tutte le altre persone lì. È diventata una schifezza. Hanno votato a Sammantino, io non lo conosco”.

E ancora, il figlio della donna interdetta aggiunge: “Mia madre ha 88 anni, è allettata, non si muove da tre anni, mangia solo e l’hanno fatta votare? E chi l’ha fatta votare? Mio fratello no, perché mio fratello mi ha chiamato e mi ha detto sai l’hanno sistemata la mamma, l’hanno messa là sotto e qualcuno l’ha fatta votare. Chi è che ci ha messo la firma per farla votare?”.

Intanto online la polemica è dietro l’angolo. A condividere il video in mattinata è stato l’eurodeputato pentastellato Ignazio Corrao, che commenta: “Condizionamenti sul voto in Sicilia? Guardate cosa è successo nel Catanese e valutate voi”.

Ma a replicare al contenuto delle immagini registrate a insaputa della funzionaria comunale è il diretto interessato, il deputato dei record Luca Sammartino, uscito dalla competizione regionale dopo aver conseguito un risultato senza pari, con oltre 32 mila preferenze uniche.

Sammartino precisa subito di essere venuto a conoscenza del video proprio nel corso della telefonata col Gazzettino di Sicilia. “Ne prendo le distanze – aggiunge – perché non ho idea di cosa stiano parlando, non conosco né la funzionaria, né la persona che chiede informazioni circa la madre”. Nel corso della registrazione si parla anche dell’istituzione di un seggio speciale proprio per i lungodegenti. “Sono procedure che fa il Comune, che nulla hanno a vedere con me o con altri singoli candidati”.

Sammartino annuncia anche di stare procedendo “per le vie legali per difendere il mio nome, perché sinceramente mi pare l’ennesima macchina del fango, alla quale non posso che reagire tutelando la mia immagine”.

 

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