I Cinquestelle: “Risultato storico. Nostro voto libero e pulito”

Se da un lato Davide Faraone parla di fallimento dei Cinquestelle, all’indomani della fine degli scrutini i pentastellati annunciano di aver raggiunto “un risultato storico” per il Movimento e per la Sicilia.

“Nel giro di soli cinque anni – si legge sul sito di Beppe Grillo – abbiamo praticamente raddoppiato i voti per il nostro candidato Presidente Giancarlo Cancelleri. Furono 368.006 (18,1%) nel 2012 e sono stati 722.555 (34,7%) ieriOltre 100.000 voti in più di quanti ne prese 5 anni fa Crocetta per essere eletto presidente”. E ancora: “Questo è un grande riconoscimento per il lavoro fatto in questi anni da Giancarlo e dagli altri portavoce all’ARS: gli unici ad essersi dimezzato lo stipendio e aver rinunciato al vitalizio”.

Numero totale dei voti ottenuti: 513.359, pari al 26,674%. E relativamente al risultato finale delle elezioni i pentastellati scrivono: “Questo voto è stato deciso dagli impresentabili condannati, arrestati e indagati che hanno fatto incetta di voti portandoli in dote a Musumeci in cambio di poltrone”. Poi il riferimento al “voltagabbana dell’UDC che – continuano – fino a ieri erano con Crocetta e il centrosinistra e da oggi sono di nuovo maggioranza di governo con il centrodestra. I voltagabbana dell’UDC hanno portato a Musumeci 130.000 voti, senza quelli si sarebbe fermato a 700.000 voti e Giancarlo sarebbe il Presidente della Regione. Altro che vittoria del centrodestra e cambiamento per la Sicilia: hanno vinto i voltagabbana che già erano al governo!”. Si aggiungono “i voti degli impresentabili che la Commissione Antimafia non è stata in grado di fermare e che i media complici non hanno denunciato all’opinione pubblica”.

Infine: “Il MoVimento 5 Stelle si è guadagnato sul campo il voto dei cittadini che non hanno capibastone e obblighi. Il voto bello, libero, pulito. Il voto consapevole. Ne siamo orgogliosi e siamo orgogliosi dei cittadini che – concludono – rappresentiamo e che sono raddoppiati nel giro di cinque anni. Cambiare è possibile e la Sicilia lo ha dimostrato”.