Elezioni Sicilia 2017 – Il tram che passa una sola volta

Il tram è la metafora perfetta di queste elezioni. Doveva essere la nuova frontiere della mobilità pubblica e invece di mattina, in un orario di punta, dopo un’alba piena di pioggia, era semideserto.

Anche le urne avrebbero dovuto rivelarci il nuovo volto di una Sicilia decisa a cambiare fisionomia dopo 5 anni di disastro amministrativo e le correlate lamentele popolari. E invece più del 50% dei siciliani ha preferito rimanere a casa, rinunciando all’opzione di scegliere e consegnando la terra in cui abita a quella sparuta minoranza – si pensa meno del 20% – che deciderà per tutti.

Gli exitpoll e le prime proiezioni confermano ciò che senza scienza tutti pensiamo da quasi 90 giorni: sarà un testa a testa tra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri, una sfida all’ultimo voto che comunque vada consegnerà alla Sicilia un presidente azzoppato. Perché è chiaro anche questo, a causa di una legge sciagurata che non garantisce governabilità al vincitore, nessuno dei 2 con le percentuali attuali raggiungerà la quota dei 36 deputati che assicurano la maggioranza.

Chi vince andrà a caccia sull’altra sponda del fiume a cercare deputati disposti a sorreggere un governo di altri. Sarà più semplice per Musumeci il cui fronte moderato – leggasi Udc e Forza Italia – è assai più attraente per quella parte centrista pronta ad abbandonare Fabrizio Micari. E i deputati si troveranno, eccome se si troveranno, come le recenti esperienze di Lombardo e Crocetta hanno dimostrato. Chi perde, invece, avrà mancato l’appuntamento con la storia e con quel tram che nella vita passa una sola volta.