Cancelleri: “Campagna elettorale contaminata dagli impresentabili” – I VIDEO

Gli occhi non mentono mai, mannaggia a loro. Giancarlo Cancelleri arriva nel suo quartier generale nisseno intorno alle 18.30. Ha il sorriso stampato in faccia, ricorda a tutti i suoi che questo è un bel giorno per la Sicilia, perché “mezzo milione di siciliani ha scelto il voto libero”. È un bel giorno, dice, perché “da soli siamo arrivati a tutto questo, con le testate nazionali che non hanno mai parlato di impresentabili. Oggi è un giorno di festa, il popolo siciliano ha mandato un messaggio a un’intera nazione. La Sicilia ancora una volta rappresenta davvero quel cambiamento che abbiamo sempre sperato. Rallegratevi, perché il Movimento Cinque Stelle è la prima forza politica in questa Regione”.

Ma gli occhi, ahilui, non mentono mai. E quel luccichio non si allontana per tutta la durata del suo discorso. La delusione, l’amarezza per essere arrivato a un soffio dopo averci creduto a lungo, è tutta lì, in quel luccichio.

A cento chilometri da qui, Nello Musumeci festeggia una vittoria a cui lavora instancabilmente da cinque anni e che lo ha portato a imporre il suo nome davanti a Silvio Berlusconi, mentre il suo commissario regionale faceva di tutto per distoglierlo dalla scelta su Musumeci. “Qualcuno potrebbe chiedermi se ho chiamato il vincitore per complimentarmi con lui – attacca ancora Cancelleri -. Non l’ho chiamato e non lo chiamerò. Altrimenti avrei dovuto chiamare tutti quelli che sono davvero i vincitori di questa campagna elettorale. I Genovese, i Cuffaro e tanti altri”.

Ed eccolo lì, ancora una volta, l’unico vero leitmotiv dell’ultimo scorcio di campagna elettorale: gli impresentabili. “Questa è una vittoria contaminata dagli impresentabili – prosegue Cancelleri -, contaminata dai media nazionali che non hanno parlato mai degli impresentabili. Ed è contaminata da Nello Musumeci, che quegli impresentabili li ha candidati”. La rabbia è tutta lì, su quel lungo elenco di candidati chiacchierati, che persino Musumeci ha invitato a non votare e che erano già stati oggetto del discorso di Manlio Di Stefano, deputato M5s alla Camera.

Ma oltre la rabbia, c’è ancora una volta l’amarezza. E gli occhi tornano a luccicare ancora una volta. “Vedete – aggiunge – questa era una terra che credeva nel riscatto, che voleva essere governata da persone oneste. Invece si ritroverà tutte quelle persone con le quali non avremo mai nessun dialogo. Perché non abbiamo nulla a che spartire con quelle persone”.

Già questa mattina il meteo annunciava l’arrivo del maltempo, a Caltanissetta. Ma qui non ci credeva nessuno. La prima parte della giornata è trascorsa tra sorrisi e ciel sereno. Certo, si vedeva qualche nuvola in lontananza, ma i risultati che arrivavano dai seggi confermavano il trend del too close to call. Troppo breve, la distanza che separava “il futuro dal passato”, per dirla con le parole di Giancarlo Cancelleri. Ma poi il vento è cambiato. Tolti gli occhiali da sole, ecco i cappotti. Il vento soffia e fa freddo, qui a Caltanissetta. Piove. No, non erano occhi lucidi. Era solo il riflesso della pioggia.