Grillo in piazza a Palermo: “Non siamo tutti uguali. Siciliani, aprite gli occhi e non li vedrete più”

“Siciliani, aprite gli occhi. E non li vedrete più”. Beppe Grillo infiamma una piazza Verdi gremita a Palermo per la chiusura di una campagna elettorale in cui di certo il Movimento Cinque Stelle non ha risparmiato forze ed energie.

“Abbiamo fatto tutto il possibile” è il leitmotiv degli interventi che si susseguono dal palco. Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Giancarlo Cancelleri, Beppe Grillo, Davide Casaleggio. Anche la piazza ne è convinta. È carico il popolo Cinquestelle. E in molti, in attesa delle parole di Grillo dal palco, ripetono che è stata una campagna elettorale in cui si è fatto tutto quello che si poteva fare.

Di Maio apre il comizio conclusivo ripercorrendo i mesi trascorsi al fianco di Cancelleri in giro per la Sicilia. Poi è la volta di Di Battista, che torna sulla prima legge promessa dal Movimento in caso di vittoria, ribattezzata la legge “800A”, con la quale si aboliranno i vitalizi e dimezzeranno le indennità.

L’arrivo di Giancarlo Cancelleri sul palco è accompagnato dai cori degli attivisti, che caricano il candidato alla presidenza della Regione, visibilmente provato dalla stanchezza delle ultime settimane.

“Sono molto arrabbiato e preoccupato per gli impresentabili – dice Cancelleri alla sua piazza – che non sono da condannare soltanto per il casellario giudiziale. Il problema reale è che i reati che gli vengono contestati sono legati a quello che non funziona in questa terra. Perché i soldi sprecati nella formazione professionale, sono soldi che sono stati tolti a tutti quei servizi che non  sono stati erogati”.

E ancora infrastrutture, mobilità, salute. Cancelleri alterna proposte più argomentate a slogan. E ovviamente non manca, di nuovo, il riferimento alla proposta di legge sull’abolizione dei vitalizi.

Poi è la volta di Grillo, introdotto proprio dal candidato in corsa per la massima poltrona di palazzo d’Orleans. “Non avete avversari – dice ai suoi – avete solo da capire chi siete voi e chi sono gli altri. Quello di domenica non è un voto politico, è un referendum. I siciliani sono chiamati a scegliere tra il passato e il futuro. Ai nostri figli non consegneremo un Paese in crisi economica, consegneremo un Paese in crisi morale. Non c’è più morale”.

E ancora, Grillo carica i suoi sull’importanza di convincere quanta più gente possibile ad andare a votare. “Se siamo in tanti vinciamo noi”.

La gente si crea degli alibi – sottolinea – continua a raccontarsi che siamo tutti uguali. C’è una ragazza che ha appena compiuto 18 anni e mi ha detto che non andrà a votare per la prima volta. Invece dobbiamo convincerli tutti. Non siamo tutti uguali. Posso essere uguale a uno come Micciché?”. Infine l’invito: “Aprite gli occhi. E non li vedrete più”.

A comizio concluso, Grillo si lascia infine scappare una battuta sul caso Parisi e i tweet al vetriolo: “Se dovessimo perdere, facciamo una festa in spiaggia a Mondello. Lo bruciamo vivo noi quell’assessore lì”.

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