Chi ha paura di Cancelleri?

Fino a qualche settimana fa nessuno metteva in discussione la vittoria di Musumeci. È partito per primo, squadra e liste forti, centrodestra riunito, mentre gli altri brancolavano nel buio, magari sfottendo anche i grillini e la loro estate in tour tra spiagge e maschere da sub. Anche la partita della chiusura delle liste ha giocato la sua mano, favorendo l’ex presidente dell’antimafia regionale. Ma poi arrivarono gli impresentabili. E da allora è stata un’altra campagna elettorale. Complice la bassa popolarità di Fabrizio Micari, complice la competenza in materia di denunce e antimafia di Claudio Fava, complice l’attitudine pentastellata di saper parlare alla gente. La partita oggi appare decisamente meno definita di qualche settimana fa. E in molti, dai comitati elettorali, temono non poco lo spauracchio pentastellato.

E così ecco partire, secondo molti ad orologeria, gli attacchi verso il quartier generale Cinquestelle. Prima sulla vicenda dell’assessore hater Angelo Parisi, col suo tweet al vetriolo sul capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato. “Ti bruceremo vivo”, intimava sui social. Poi la denuncia di Claudio Fava sul caso di Giacomo Li Destri, candidato grillino a Caltavuturo, omonimo di un suo cugino, ritenuto in un rapporto dei carabinieri referente di cosa nostra.

E ancora, il caso di Gionata Ciappina, candidato nel collegio di Catania, con alle spalle una condanna a due mesi di reclusione da parte del tribunale militare. Quisquilie, in questo caso, ma abbastanza da “sporcare” la campagna elettorale di Cancelleri. Ieri, come se non bastasse, è stato anche il giorno di Angelo Cambiano, designato assessore alle Autonomie Locali, e della notizia di un processo a suo carico, ça va sans dire, proprio per abusivismo edilizio. “Non ho scheletri nell’armadio e lo avevo già comunicato – è lo sfogo di Cambiano sui social -. Ma perché tanta paura da parte degli avversari politici che cercano di screditare in ogni modo? Il 5 novembre è vicino e speriamo che possa portata una ventata di “liberazione” in questa terra splendida avvelenata dai faccendieri della politica”.

“Certo – ammette qualcuno, a taccuino rigorosamente chiuso – Cambiano avrebbe potuto avvisare prima, lo abbiamo scoperto dai giornali”.

Ma al netto del caso Cambiano, in molti storcono il naso rispetto a pesi e misure differenti che sarebbero stati adottati sui casi Parisi e Ciappina. Se rispetto al primo non sono stati adottati provvedimenti e ci si è accontentati delle scuse di circostanza che l’assessore designato ha ammesso (salvo poi il pressing per far chiudere i profili social a Parisi), ecco che nel caso di Ciappina l’espulsione è stata immediata.

“Sinceramente – ammette l‘attivista autore del ricorso sulle regionarie, Mauro Giulivi – non conosco Parisi per cui non sono in grado di valutare la persona sulla base di un tweet oggettivamente sgradevole. Mi preoccupa di più la designazione dell’assessore agli Enti Locali. Si poteva scegliere una persona competente senza un passato in un partito avversario”.

Anche se qualcuno, a dirla tutta, solleva dubbi anche rispetto all’espulsione di Ciappina dal Movimento. “Resta comunque in lista – ammette un attivista – mi pare una delle classiche cancellate. Ok, lo hanno espulso, ma è comunque votabile e quindi eleggibile. E dopo? Che succede? Lo metti nel gruppo misto?”. Insomma, “il danno – conclude l’attivista – è comunque stato fatto”.

“Purtroppo – replica invece il parlamentare nazionale Riccardo Nuti – l’unica cosa che si poteva fare era estrometterlo dal Movimento e si è presa questa decisione. Rimane il fatto che per legge gli elettori possono esprimere la preferenza per Ciappina”.

Insomma, qualche mal di pancia filtra anche in casa Cinquestelle, ma quello sta nel normale confronto interno a una organizzazione politica. Tutto intorno, invece, dai partiti si guarda, si osserva, si cerca di attaccarli come possibile. Intanto, là fuori, le piazze sono piene. Con o senza Beppe Grillo. E non sono pochi ad ammettere che in effetti il candidato nisseno, col suo invito ai siciliani a scegliere il futuro, comincia davvero a fare paura.

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