Un condannato nelle liste Cinque Stelle. Cancelleri: “Subito fuori dal Movimento”

Condannato a due mesi di reclusione dal tribunale militare e, per questo, impresentabile. Giancarlo Cancelleri traccia immediatamente una linea di confine tra il Movimento Cinque Stelle e gli altri partiti in corsa per le elezioni regionali e lo fa attraverso i social, dove replica alle accuse di avere un condannato tra le sue liste.

L’impresentabile è il catanese Gionata Ciappina, 43 anni, in corsa nella lista della città etnea. Nel maggio del 2015, quando era un carabiniere, è stato condannato dal Tribunale militare di Napoli a due mesi di reclusione per violata consegna e abbandono di posto aggravato in concorso. La notizia, data dall’edizione online de La Stampa, coglie impreparati i vertici pentastellati, che corrono immediatamente ai ripari con il post scritto dal candidato alla presidenza della regione.

1) La condanna lieve e di 2 mesi che ha ricevuto Ciappina dal tribunale militare, per un reato militare (ossia violata consegna quando era militare), prevedeva la non menzione nel casellario giudiziale per questo non potevamo saperlo e lui non ci ha informato
2) Ciappina ci ha mentito ed è fuori dal MoVimento 5 Stelle
3) Il MoVimento 5 Stelle non fa sconti neppure su una condanna lieve di due mesi del tribunale militare.

Noi uno condannato dal tribunale militare per violata consegna lo cacciamo in un batter d’occhio. Pensate un po’. I partiti, Musumeci in testa, invece hanno sponsorizzato e candidato consapevolmente condannati e arrestati per truffa, corruzione, appropriazione indebita, ecc ecc e sono supportati da condannati e indagati per reati di mafia e chi più ne ha più ne metta, senza essere mai stati denunciati dai media (che sono stati, sono e saranno complici degli impresentabili) e che ora invece ci sbattono in prima pagina per un condannato dal tribunale militare che non porta neanche un voto e che non potevamo sapere.

Useranno questa cosa per dire che siamo uguali ai partiti. Non fatevi fregare.

Una presa di posizione rapida in una questione d’onore per i Cinque Stelle, che hanno giocato buona parte della loro campagna elettorale sulle liste pulite.