Tweet al vetriolo, Parisi si difende: “Non sono un hater”

Parisi si difende: "Non sono un hater"
Angelo Parisi

“Quando sbaglio so riconoscerlo, per questo oggi sento di dover chiedere scusa per il mio tweet dei giorni scorsi rivolto a Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera”. Angelo Parisi, designato assessore all’Energia e ai Rifiuti in una eventuale giunta pentastellata guidata da Giancarlo Cancelleri, prova a metterci la pezza.

Il caso era finito sui giornali la scorsa settimana, nello stesso giorno in cui era stata annunciata la nomina di Parisi. A raccontare la vicenda, Salvo Cataldo dalle pagine del quotidiano online Livesicilia, che fotografava i tweet postati dal “cittadino” cinquestelle nei giorni precedenti all’incoronazione assessoriale. Tweet al vetriolo, contro giornalisti ed esponenti politici, che hanno comportato una piccola bufera elettoral-mediatica.

Questa mattina la presa di posizione, dai toni meno gentili del solito, del candidato di centrosinistra, Fabrizio Micari che, rivolgendosi a Cancelleri, lo ha invitato a cacciare “l’assessore #hater che vuole bruciare vivo Ettore Rosato. Chi odia è impresentabile, tanto quanto chi ruba. Posso capire che il candidato presidente del M5S non sapesse di avere a che fare con un odiatore di professione, ma adesso che lo sa, lo deve immediatamente cacciare”.

Immediata, la replica con scuse di Parisi, che aggiunge: “Quel linguaggio e quei toni non mi appartengono e mi dispiace essere andato oltre i limiti in un momento in cui sono prevalse la rabbia e l’amarezza per i modi e i tempi con cui il PD stava imponendo al Parlamento una nuova legge elettorale incostituzionale”.

“Non sono un hater – si difende Parisi -, come in queste ore la stampa mi sta definendo, sono un cittadino che ha a cuore la democrazia e le istituzioni, così come ho a cuore la mia terra, quella Sicilia che per troppi anni è stata nelle mani di persone che l’hanno distrutta”.

Sono umano e ho sbagliato – ammette l’assessore designato -, ma non permetto a nessuno di strumentalizzare un mio errore per provare ad accostarmi agli impresentabili che affollano le liste di Nello Musumeci, né di mettere in dubbio la mia correttezza, la mia integrità morale e l’impegno che ho sempre dedicato alla mia Sicilia”.