La Rosa vs Annunziata: meglio le tribune politiche in bianco e nero

“Io sono piccolo, ma il popolo siciliano è grande”. Comunque vada il 5 novembre Roberto La Rosa, capitano dei Siciliani Liberi nella corsa verso Palazzo D’Orleans, la sua partita l’ha vinta. Come direbbe Leoluca Orlando, ha saputo trasformare un handicap in una risorsa, trasformando la volgare e gratuita offesa rivoltagli da Lucia Annunziata in diretta televisiva nell’unica frase degna di nota di quel più che noioso confronto televisivo tra gli aspiranti governatori della Sicilia. La migliore, anche se intrisa di tutta la retorica propria del momento. La Rosa s’era preparato per questa sfida da dentro o fuori, perché tentare di essere persuasivo, credibile, convincente in pochi minuti davanti alla telecamera è roba che persino Fiorello avrebbe fatto fatica.

Specie se l’idea che devi vendere al mercato della semi rissa televisiva è difficile da spiegare, che già Ernesto Di Fresco, ai suoi tempi, con l’idea di un indipendentismo a scartamento ridotto c’aveva marciato assai e anche con qualche risultato. E a distanza di qualche decennio riproporre la benzina defiscalizzata potrebbe apparire un po’ demodè. Parlare di impresentabili è un conto, spiegare la svolta indipendentista nella terra del più sputtanato esempio di autonomia speciale, è impresa ben più ardua, anche al tempo della Catalogna e di tutte le suggestioni correlate. Non ha avuto il tempo e l’opportunità di spiegare perché il voto anti sistema dovrebbe finire dalle sue parti, ma resta il fatto che è riuscito a tenere i nervi incatenati alla poltrona e a non reagire in maniera scomposta di fronte alla maleducazione senza confini di una conduttrice che sembrava  infastidita dal doversi trovare là, nel pieno del cortile elettorale siciliano e persino di fronte al piccolo La Rosa “che se non fossi più che democratica, non avrei dovuto invitarlo”.

Una indimenticabile lezione di stile da far vedere nelle aule di tutte le scuole di giornalismo del mondo. E poi è arrivata la risposta di La Rosa, una riedizione del vecchio Davide contro Golia, un geniale lampo di ruffianeria verso il pubblico che notoriamente parteggia d’istinto per il più debole. Una risposta che ha un suo perché e che diventerebbe persino famosa se, contrariamente ad ogni pronostico, i Siciliani Liberi riuscissero a superare la quota di sbarramento ed entrare nel Parlamento siciliano.

Intanto La Rosa ringrazia e porta a casa. Vive da diverse ore un inaspettato momento di celebrità grazie ai social che diffondono in ogni arteria quello spezzone di sangue marcio che ha infettato un momento televisivo che non ha più ragione d’esistere. Almeno in questa forma. La par condicio viene spesso ignorata da diverse tv nazionali – i Siciliani Liberi hanno reclamato anche contro Enrico Mentana – e in casi come questi, con più candidati e temi sganciati da interesse nazionale, sarebbe più opportuno rispolverare la versione Techetechtè delle tribune politiche, quella in bianco e nero, con il cronometro sul tavolo e tempo uguale per tutti. E magari giornalisti esterni a fare domande al posto di un croupier che si annoia a far girare la pallina e che non vede l’ora di tornare a notizie più alla sua portata. Sarebbe una maniera in perfetto stile Rai per salvare forma e sostanza.

Negli ultimi tempi il mio "credo" alla causa siciliana ha trovato concretezza nelle speranze di tanta gente che come noi di “Siciliani Liberi” auspica ad un cambiamento radicale, vero ed autentico nell’interesse esclusivo del Popolo Siciliano. Alcuni media, durante la campagna elettorale, hanno provato a "tenerci fuori" ma Siciliani Liberi non si arrende perché espressione della SICILIANITA' PRESENTABILE che rivendica libertà socio-economica a dispetto di già noti giochi di potere dei "soliti e nuovi impresentabili". Diciamo NO ad una Sicilia soggiogata da un sistema coloniale che ha in COSA NOSTRA e COSA LORO (i partiti italiani) il loro supporto indispensabile per far rimanere la Sicilia un’area di sottosviluppo e di mercato dei prodotti provenienti dalle Regioni del Nord-Italia e da altre parti del mondo: Siciliani, forse è giunto il momento di alzare la testa e rivendicare le nostre legittime aspirazioni ad un’indipendenza economica prima e alla libertà politica dopo. Crediamoci. Saremo “piccoli” ma il Popolo Siciliano è grande e lo dimostreremo il 5 novembre con “Siciliani Liberi”.AN.TU.DO.

Pubblicato da Roberto La Rosa su Domenica 29 ottobre 2017

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