Fava – Cancelleri, il duello continua…

Dopo l’annunciata querela del diretto interessato, ecco che il rinforzo arriva direttamente da Giancarlo Cancelleri. La pietra l’ha lanciata questa mattina Claudio Fava, raccontando ai giornalisti convocati in conferenza stampa il caso del candidato pentastellato nel collegio di Palermo, Giacomo Li Destri, omonimo di un cugino che sarebbe indicato dagli inquirenti come referente della mafia a Caltavuturo. Li Destri ha subito sottolineato di avere interrotto i rapporti col cugino da anni, aggiungendo appunto di aver dato mandato ai suoi legali di querelare il candidato della lista Cesto Passi.

Dispiace che Fava si presti alla macchina del fango a servizio di Musumeci e dei suoi impresentabili” è il contrattacco che arriva da Cancelleri. “E dispiace ancora di più – aggiunge – che lo faccia con evidente dolo. Li Destri infatti ha messo a verbale di non aver né pagato, né ricevuto richieste di pizzo ed è soprattutto noto a tutti che non è mai stato incriminato per favoreggiamento. Fava conosce benissimo l’orientamento ormai consolidato negli anni della procura di Palermo, la stessa che ha istruito il processo, di denunciare chi nega il pagamento del pizzo e siccome Li Destri non è stato incriminato ciò che sostiene Fava è falso. Solo fango”.

Ma Fava rilancia: “Come e quanto i due cugini Li Destri si siano frequentati lo valuteranno i giudici. Resta come un macigno l’assoluta inopportunità di candidare nella lista dei Cinque Stelle un imprenditore edile cugino di primo grado di un capomafia delle Madonie arrestato e sotto processo. Gli scrupoli morali che valgono per i candidati di Musumeci a maggior ragione dovrebbero valere per Cancelleri che da mesi parla di onestà a casa degli altri”.

Se Cancelleri sapeva e ha taciuto è grave – ribadisce ancora una volta il vicepresidente di palazzo San Macuto – se non sapeva è peggio: chi non si accorge della pericolosità di queste relazioni familiari all’interno della propria lista come farebbe ad accorgersi dei comitati d’affare mafiosi nella spesa pubblica della Regione? Quanto all’annunciata querela di Li Destri, è il solito modo di buttare il pallone in tribuna“.

A intervenire sulla vicenda è anche il segretario provinciale dei giovani dem, Antonino Musca, secondo cui “non servono semplici prese di distanza dal cugino, poi smentite dalle intercettazioni agli atti degli inquirenti. Mi auguro che Li Destri chiarisca al più presto la sua posizione fornendo dettagli che allontanino lo spettro di accuse gravissime qual è quella di aver eseguito gratuitamente i lavori per una ditta in odor di mafia non rifiutandosi di pagare il pizzo”.

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